Yara, i dubbi degli inquirenti sul testimone: “Non poteva averla vista”

Pubblicato il 5 Gennaio 2011 18:45 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2011 18:53

Yara Gambirasio

”Era Yara, sono sicuro”. Tante volte si è visto il viso di Enrico Tironi, ripetere la sua storia davanti le telecamere. Sembrava non avere dubbi. Dubbi invece ne hanno sempre avuti, e molti, gli inquirenti, che pure lo hanno ascoltato per 4 volte. Ora è stato confermato quello che forse gli investigatori sapevano dall’inizio: il giovane era altrove nel momento in cui racconta di aver visto la ragazzina. Pare addirittura a giocare a videogame a casa di un amico. A quaranta giorni dalla scomparsa di Yara Gambirasio, sembra sempre più un giallo il mistero della ragazzina svanita nel nulla il 26 novembre scorso da Brembate Sopra (Bergamo), nei 700 metri tra la palestra e casa.

Enrico Tironi, suo vicino di casa, 19 anni, aveva subito raccontato di averla vista sulla strada verso la villa di via Rampinelli, in un’ora compatibile al momento della scomparsa. ”Era con due uomini, vicino a un’auto rossa e rideva – aveva detto – ma forse era un sorriso di imbarazzo”. A questa testimonianza gli investigatori avevano detto subito di non dare molto credito. Si era parlato anche di una denuncia nei suoi confronti (mai presentata però) per procurato allarme. Ufficialmente non era mai stato spiegato perché non lo si ritenesse un testimone attendibile. Dalle celle telefoniche ora è stato confermato che il ragazzo in quel momento non era in via Rampinelli, ma altrove. Probabilmente inquirenti e magistrato lo sapevano da subito, eppure hanno continuato ad ascoltarlo. Perché? Forse il giovane potrebbe aver visto un’altra ragazzina. Oppure la stessa Yara, ma un’ora prima della sua scomparsa.

Quindi appena lasciata casa per andare al centro sportivo e non mentre stava rientrando. Se così fosse Yara potrebbe essere stata avvicinata fuori casa da qualcuno che le ha dato un appuntamento a più tardi,all’ uscita dalla palestra. E a quasi sei settimane da quel 26 novembre, si scopre anche che l’ultimo segnale del telefonino di Yara non risalirebbe alle 18.55, come invece si credeva finora, ma alle 18.49, momento in cui la tredicenne ha scritto il suo ultimo sms all’amica Martina. E’ probabile, quindi, che il cellulare sia stato spento prima e che la ragazzina sia davvero stata presa a pochi metri dal centro sportivo, da dove dovrebbe essere uscita tra le 18,42 e le 18,44.

Più passano i giorni, e più l’indagine, almeno a quanto viene lasciato trapelare, sembra avere meno punti fermi. Un’ altra pista è andata sfumando. I Ris di Parma non hanno trovato alcun elemento riconducibile a Yara all’interno del magazzino del cantiere di Mapello, dove il fiuto dei cani aveva portato gli investigatori. Nei giorni scorsi, il locale è stato dissequestrato. E mentre Telefono Azzurro ha diramato le informazioni della tredicenne ai 12 Paesi europei che fanno parte del network Missing Children Europe, carabinieri e polizia sono sommersi dalle segnalazioni dei sensitivi: sarebbero circa trecento quelli che hanno indirizzato le loro ‘visioni’ alle forze dell’ordine. Intanto le ricerche continuano. Il questore Vincenzo Ricciardi ha fatto sapere che andranno avanti ad oltranza. Oggi le squadre di forze dell’ordine e volontari si sono concentrate tra la zona del Parco dei Colli a Paladina e le campagne di Almenno San Salvatore, ma senza risultati.