Yara Gambirasio: come si è arrivati al figlio di Giuseppe Guerinoni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Aprile 2014 13:13 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2014 13:17
La foto di Giuseppe Guerinoni (Linea gialla)

La foto di Giuseppe Guerinoni (Linea gialla)

BERGAMO – Giuseppe Guerinoni, è lui (al 99,99999987% secondo gli esami del dna) il padre del killer di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011. Ma cosa sappiamo di lui? Due cose con certezza: era un autista di Gorno (provincia di Beragmo) e che è morto nel 1999 quando aveva 61 anni. E, soprattutto, con ragionevole certezza si sa che era il padre dell’assassino di Yara Gambirasio.

Ma come si è arrivati a Giuseppe Guerinoni? Gli inquirenti hanno un’unica traccia, quella del dna trovato sugli slip di Yara Gambirasio. Una traccia sicura. Il difficile è trovare l’uomo corrispondente al dna.

Indagando su un altro uomo, figlio di una ex domestica di Yara Gambirasio si scoprì che il suo dna non era coincidente ma compatibile. Così si indagò sulla sua famiglia e si arrivò a lui, a Giuseppe Guerinoni, il padre, al l 99,99999987% del killer.

Giuseppe Guerinoni, nato nel 1938  e deceduto nel 1999, potrebbe aver avuto un figlio illegittimo, Ignoto 1, quello che secondo gli investigatori sarebbe l’assassino di Yara.

Un figlio illegittimo ma che non è ancora stato trovato. La conferma della paternità di Guerinoni arriva dal cromosoma Y, presente soltanto nei maschi e che si trasmette di padre in figlio: l’Y di Guerinoni e quello di ‘ignoto 1‘, come gli inquirenti hanno ribattezzato il sospettato a cui appartiene il dna presente sugli indumenti della tredicenne di Brembate Sopra, sono infatti identici. L’omicida, secondo gli investigatori, avrebbe una cinquantina d’anni.Iil codice genetico di Giuseppe Guerinoni, l’autista di corriere morto nel 1999 a 61 anni, è stato ricavato dal francobollo su due cartoline alla figlia e dalla marca sulla patente di guida.

Sono circa 14mila le persone le persone analizzate dagli inquirenti di Bergamo.

Tra gli interrogati anche l’ex sindaco di Gorno (dal 1967 al 1978), Luigi Furia:

“‘C’è un fatto che non è stato considerato. Il Guerinoni è andato via presto, appena sposato mi pare, da Gorno, è andato ad abitare prima alla Selva e poi a Clusone. E quando si va via si fanno nuove amicizie e non si torna certo al paese di nascita a raccontare queste storie. E poi perché dovrebbe essersi confidato con i coetanei? Tra l’altro di quelli nati in quegli anni molti sono morti”.

Tante le testimonianze, credibili o meno, tra cui quella di un presunto amico di Guerinoni:

L’uomo, interrogato dai carabinieri di Clusone, ha dichiarato che il suo ex collega Giuseppe Guerinoni (l’autista di Gorno defunto nel 1999 e ritenuto padre biologico dell’assassino) negli anni sessanta gli fece una confidenza. Quale? Letterale: ““Aveva messo nei guai una ragazza di San Lorenzo di Rovetta”.