Yara Gambirasio, Guerinoni rivelò a un amico: “Ho un figlio segreto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Aprile 2013 9:33 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2013 9:36
Yara Gambirasio

Yara Gambirasio

MILANO –  Yara Gambirasio, il papà del killer rivelò a un amico: “Ho un figlio segreto”. Questo il titolo del Corriere della Sera che oggi, 5 aprile 2013, riporta una testimonianza forse decisiva nella caccia a ’Ignoto 1′, il killer di Yara Gambirasio. Un particolare che emerge da una testimonianza pare consolidare la cosiddetta ‘pista di Gorno’ sul caso dell’omicidio di Yara Gambirasio.

Chi è Ignoto 1? Ignoto 1 è il nome in codice del killer di Yara Gambirasio. Secondo gli inquirenti Giuseppe Guerinoni potrebbe essere il padre del killer. Tesi a cui gli inquirenti sono arrivati grazie dopo aver analizzato più di 13mila campioni di dna degli abitanti della Val del Riso, comunità montana in provincia di Bergamo. Analisi portate avanti per trovare il killer di Yara Gambirasio che avrebbe lasciato una firma. una firma biologica su slip e leggins della ragazzina.

Secondo una testimonianza riportata oggi dal Corriere, un amico di Giuseppe Guerinoni ha raccontato di aver avuto una confidenza da lui, nella quale avrebbe ammesso di aver avuto un figlio illegittimo “con una donna della Valle Seriana’”.

A Giuseppe Guerinoni, autista di Gorno (Bergamo) morto nel 1999 all’età di 61 anni, gli investigatori sarebbero giunti analizzando a tappeto i dna della popolazione, partendo da una traccia trovata sui vestiti di Yara Gambirasio che avrebbe delle evidenti analogie genetiche a quella dell’uomo pur senza essere la sua o dei suoi famigliari. Il che aveva fatto ipotizzare che l’uomo avesse avuto un figlio ‘segreto’.

Ecco la testimonianza riportata da Il Corriere della Sera:

“Il testimone, che vive nella stessa valle, non ha dubbi: «È una donna di queste zone. Un giorno Guerinoni mi disse del fattaccio: aveva messo nei guai una ragazza con cui aveva una relazione». Un dato che apre uno squarcio sulle testimonianze raccolte finora dagli investigatori e che portavano tutte alla descrizione dell’autista come un uomo tutto casa e lavoro. I ricordi non sono limpidissimi, ma l’ex autista indica dei punti fermi: «Sarà stato il 1962 o il 1963, lei non era sposata». Non sa che fine abbiano fatto la donna e il figlio che oggi dovrebbe avere 50 anni: «Non so cosa sia successo, perché a Giuseppe non avevo più chiesto nulla. Secondo me lei è ancora viva, era più giovane di noi, dico noi perché ho la stessa età di Guerinoni». L’uomo chiude gli occhi, li strizza, preme i pugni sulla fronte: «Se mi vengono in mente altri particolari andrò a riferirli, sento che è mio dovere. Ho seguito il caso di Yara e quando ci penso, mi viene da piangere»”