Yara Gambirasio: Massimo Giuseppe Bossetti, Chi l’ha visto e dna mitocondriale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Gennaio 2015 9:17 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2015 9:26
Yara Gambirasio: Massimo Giuseppe Bossetti, Chi l'ha visto e dna mitocondriale

Massimo Giuseppe Bossetti (foto Ansa)

BERGAMO – Il dna sugli slip di Yara Gambirasio è di Massimo Giuseppe Bossetti o no? A Chi l’ha visto? il procuratore di Bergamo, Francesco Dettori, ha detto di sì. La perizia presentata dalla difesa aveva però messo in dubbio la paternità del dna, tanto da indurre a parlare di un potenziale “Ignoto 2” (Ignoto 1 era il profilo genetico del killer, da cui si è giunti a Bossetti). Il genetista che aveva tracciato il profilo di Ignoto 1 ha però spiegato perché la nuova scoperta potrebbe non interferire con la prima: infatti la perizia si è ora concentrata sul dna mitocondriale, mentre la prova usata contro Bossetti è il dna nucleare. Ebbene, il dna nucleare è quello che delinea l’albero genealogico di una persona, è contenuto nel nucleo del dna e dice chi sono il padre, la madre e quali sono le caratteristiche (anche fisiche) della persona. Invece il dna mitocondriale è esterno al nucleo e dà solo alcune informazioni relative alla madre della persona. Non può quindi esaudire il profilo della persona perché non ci dice tutto di essa.

Giuseppe Novelli, genetista di Tor Vergata, lo dice esplicitamente in una intervista all’AdnKronos:

“In realtà non ci sono anomalie: il dna nucleare è l’unico che permette di identificare con certezza un soggetto: è come le impronte digitali, ed è quello che è servito a identificare Ignoto 1. Non ci sono dubbi sulla presenza di queste tracce e sulla corrispondenza”, spiega Novelli: “Il fatto che il dna mitocondriale rilevato appartenga in gran parte alla vittima, poi, non inficia il dato precedente: il corpo è stato trovato a distanza di mesi, e il dna mitocondriale si può degradare. Dunque possono essere rimaste più tracce di quello della vittima e non del suo assassino”.

Rimane comunque il mistero su come sia possibile che almeno le informazioni sui due dna non coincidano nel caso di Bossetti.

Il procuratore Dettori ha ribadito che le “critiche sulla distinzione tra Dna mitocondriale e Dna nucleare” non inficiano “la valenza probatoria del Dna repertato e utilizzato nel processo a carico di Massimo Giuseppe Bossetti” perché questo profilo “è stato già oggetto di ampia e approfondita valutazione in sede di accertamenti tecnici, con i risultati ampiamente conosciuti e che tali evidentemente rimangono”.