Yara Gambirasio, Mohamed Fikri risarcito: 10mila euro per ingiusta detenzione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Febbraio 2015 9:02 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2015 9:03
Yara Gambirasio, Mohamed Fikri risarcito: 10mila euro per ingiusta detenzione

Yara Gambirasio, Mohamed Fikri risarcito: 10mila euro per ingiusta detenzione (foto Facebook)

ROMA – Mohamed Fikri dovrà essere indennizzato per essere stato ingiustamente accusato nell’inchiesta di Yara Gambirasio. La Cassazione ha confermato il risarcimento di 10mila euro a favore dell’operaio marocchino. Il risarcimento è stato disposto per ingiusta detenzione e i danni morali subiti a causa dell’arresto con l’accusa “infamante” di aver ucciso la tredicenne, una accusa rivelatasi del tutto falsa per via di una intercettazione tradotta male. Secondo la Suprema Corte, inoltre, i danni subiti da Fikri per il lungo protrarsi delle indagini a suo carico, come l’aver perso il posto di lavoro, gli danno diritto a intentare allo Stato italiano un’altra causa, diversa da quella per il pregiudizio sofferto con l’ingiusta detenzione.

Per questo la Cassazione, decidendo solo sulla liquidazione per la ingiusta detenzione, ha respinto la richiesta di Fikri di ottenere una cifra più alta che tenesse presente anche i danni ricevuti dalla lungaggine dell’inchiesta che lo ha tenuto in ballo per circa tre anni prima di archiviare la sua posizione. Ad avviso della Procura della Cassazione, rappresentata dal sostituto Pg Fulvio Baldi, invece, Fikri avrebbe già adesso il diritto a un risarcimento maggiore per essere stato ‘vittima’ della giustizia.

Ad ogni modo e quasi paradossalmente, anche se ‘sulla carta’ Fikri avrebbe diritto a una ulteriore liquidazione – e nonostante la Procura della Cassazione abbia già spezzato una lancia a suo favore – la Suprema Corte lo ha condannato a pagare le spese legali di questo giudizio e mille euro al Ministero dell’Economia che si è opposto a al ‘rialzo’. Fikri, che lavorava in un cantiere a Mapello, rimase in carcere in isolamento per tre giorni – dal cinque al sette dicembre 2010 – dopo essere stato arrestato con molto clamore sul traghetto da Genova a Tangeri, dove faceva rientro per un periodo di vacanza e non per darsi alla fuga. Respingendo la richiesta di Fikri di ricevere un indennizzo più elevato dal momento che – ha fatto presente la sua difesa – il suo coinvolgimento nella vicenda di Yara gli è costato la perdita del lavoro e gli ha causato depressione e spese per i farmaci, i supremi giudici hanno replicato che questi ulteriori danni sono “riconducibili alla lunga durata delle indagini preliminari (oltre un anno dall’arresto)”.

Per valutare il loro ammontare, la Cassazione spiega – come ha già osservato la Corte di Appello di Brescia, primo giudice a dare il via libero al risarcimento – che Fikri deve fare ricorso al Tribunale di merito e non alla Corte di Appello perchè sono danni che non hanno a che vedere con la carcerazione ma con il prolungarsi dell’inchiesta che ha archiviato la posizione di Fikri solo il 14 febbraio 2013. Yara è scomparsa il 26 novembre del 2010 da Brembate di Sopra e il suo corpo venne ritrovato solo tre mesi dopo a Chignolo d’Isola. Per il suo omicidio è in carcere dallo scorso 16 giugno, come indagato, il muratore Massimo Giuseppe Bossetti. Sulla sua richiesta di scarcerazione o di domiciliari, la Cassazione deciderà a breve, il 25 febbraio. Per quanto riguarda l’indennizzo definitivamente liquidato a Fikri, si tratta di 1.200 euro per i tre giorni di custodia cautelare, di 8mila euro per i danni morali, e di 580 euro per spese sostenute in diretta dipendenza della carcerazione.