Yara, la mamma: “Aveva voti bellissimi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2015 13:12 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2015 14:39
Yara oggi sarebbe diplomata, la mamma: "Voti bellissimi"

Yara oggi sarebbe diplomata, la mamma: “Voti bellissimi”

BERGAMO – Yara Gambirasio, oggi, sarebbe una ragazza di 18 anni, fresca di maturità o comunque prossima all’esame. Oggi, invece, sua mamma Maura Panarese ha deposto in un’aula tribunale, a pochi metri dall’uomo accusato di aver ucciso quella rimarrà sempre “la 13enne di Brembate”.

Yara, il 26 novembre 2010, quando scomparve, aveva ricevuto il “pagellino” ed era “contentissima perché aveva preso voti bellissimi”, ha detto la mamma deponendo come testimone nel processo a Massimo Bossetti che, per la prima volta, è uscito dalla gabbia degli imputati per sedere accanto ai suoi avvocati.

Maura Panarese, dopo avere descritto la settimana tipo di Yara, rispondendo alle domande del pm Letizia Ruggeri, ha cominciato a raccontare nel dettaglio che cosa accadde quel 26 novembre 2010 in cui la figlia scomparve per essere poi trovata uccisa esattamente tre mesi dopo. L’ultima volta che vide Yara (e spesso ricordando la figlia la donna ha sorriso) stava facendo i compiti e, una volta finito, avrebbe portato uno stereo nella vicina palestra che frequentava.

“Mamma abbiamo un sacchetto?”, le chiese la tredicenne e Maura, con una battuta, rispose: “Figurati se guardano tutti te che porti lo stereo”. Una volta accortasi che la figlia era in ritardo rispetto a quanto avevano stabilito, non vedendola tornare, aveva composto il numero del suo cellulare che aveva fatto due o tre squilli ed era poi scattata la segreteria telefonica. Chiamò i responsabili della palestra i quali dissero che Yara era uscita intorno alle 18.30. Fecero altre telefonate e poi, con il marito, chiamarono i carabinieri.

La mamma della ragazzina ha cominciato la sua deposizione nel processo a senza tradire particolari emozioni e ha cominciato a rispondere alle domande del pm senza rivolgere lo sguardo a Massimo Bossetti. Lui, camicia bianca a maniche corte e jeans, ha seguito con attenzione lo svolgersi della testimonianza ed è apparso tranquillo.

Yara era rimasta “molto impressionata” dalla vicenda di Sarah Scazzi, la ragazza di Avetrana uccisa l’estate precedente alla scomparsa della tredicenne bergamasca, ha spiegato la mamma rispondendo alle domande dei difensori di Massimo Bossetti i quali le chiedevano per quale ragione la tredicenne avesse fatto ricerche su internet riguardo alla violenza sulle donne.