Yara, scontro pm-consulente Bossetti: “Fu uccisa altrove”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2015 16:17 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2015 16:19
Yara, scontro pm-consulente Bossetti: "Fu uccisa altrove"

Massimo Bossetti

BERGAMO – Scontro in aula tra la pm Letizia Ruggeri e Dalila Ranalletta, il medico legale scelto come consulente di parte della difesa di Massimo Bossetti. Il processo al carpentiere di Manoppello, accusato di aver ucciso Yara Gambirasio, è ripreso martedì mattina. La consulente dell’imputato ha sollevato dubbi sulla ricostruzione dell’omicidio fatta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo nella precedente udienza. Ma la pm Ruggeri non ci sta, arrivando a sollevare dubbi sulle competenze di Ranalletta.

Quest’ultima ha ribadito che non può essere stabilita con esattezza l’ora della morte e che Yara non è stata uccisa nel campo di Chignolo d’Isola, ma in un altro posto e trasportata lì successivamente. Motivo? Nelle ferite di Yara sono stati scoperti alcuni fili di diverso colore, che lascerebbero presupporre che la tredicenne possa essere stata avvolta da coperte e plaid. Il corpo della ginnasta sarebbe stato inoltre rinvenuto parzialmente mummificato, come se fosse stato per lungo tempo in un ambiente confinato e chiuso. Parole sempre tese a supportare la convinzione della difesa che Yara non sia stata uccisa a Chignolo d’Isola.

La consulente della difesa è intervenuta anche sull’arma usata per seviziare Yara, arma che non è mai stata ritrovata. Secondo la Ranalletta, non è possibile individuare con precisione di quale tipo fosse: si tratterebbe, comunque, a suo avviso di un’arma importante e non di un coltellino Opimel come quello che Massimo Bossetti aveva e che è poi scomparso, come sostiene invece l’accusa.

Dubbi infine anche sull’ora del decesso: imprecisata, secondo Ranalletta, mentre la collega di controparte Cristina Cattaneo aveva indicato la “mezzanotte circa” come fascia oraria da prendere in considerazione. “Ma l’analisi del contenuto gastrico — ha spiegato la consulente della difesa — non può dare indicazioni precise perché si può solo supporre che abbia mangiato alle 14, sulla base di quello che ha detto la madre. Per cui, i calcoli che considerano tra le 4 e le 8 ore per la digestione, non possono essere precisi”.

Poi è scoppiato il battibecco con il pubblico ministero Letizia Ruggeri che l’ha attaccata: “Lei lavora per l’Asl, ma quali sono le sue reali competenze?” ha chiesto alla Ranalletta. Risposta: “Ho lavorato su circa 2.500 cadaveri nella mia vita”. Ma la pm si è spinta oltre sottolineando che la commissione nazionale antimafia “ha parlato di negligenze, rispetto al suo lavoro sul caso di Attilio Manca”.

“Mai avuto problemi con le procure — è stata la risposta di Ranalletta — Allora perché non chiamiamo la Cattaneo e le chiediamo del caso Cucchi?“.

La pm ha poi ribadito che il ciuffo d’erba stretto in mano da Yara sarebbe indizio inequivocabile che Yara è stata uccisa a Chignolo. “Se sapessimo il vero significato — ha detto la consulente della difesa — avremmo già risolto il caso”.