Zangrillo e i morti “con coronavirus” e non “di coronavirus”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Luglio 2020 12:11 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2020 14:31
Zangrillo e i morti "con coronavirus" e non "di coronavirus"

Zangrillo e i morti “con coronavirus” e non “di coronavirus” (Foto Ansa)

Alberto Zangrillo, primario all’ospedale San Raffaele di Milano, torna a parlare di morti non “di coronavirus”, bensì “con coronavirus”. 

Sul suo profilo Twitter Zangrillo scrive: “In Lombardia altri 21 morti, titola Repubblica online. È bene che tutti sappiano che sono persone risultate positive al Covid ma venute a mancare per colpa di gravi patologie pre esistenti o intercorrenti. Fonte: Regione Lombardia”.

Zangrillo con queste parole ha commentato il bollettino del 2 luglio. Il messaggio che ne esce è lo stesso che già si sentiva a fine febbraio, con i primi decessi causa Covid. Tradotto: si muore non di coronavirus, ma con il coronavirus, ovvero i decessi sarebbero dovuti non alla positività al virus, ma scaturiti da altre patologie. 

Un tweet, quello di Zangrillo, che fa discutere, così come quando a fine maggio disse che il virus era clinicamente morto. Secondo i virologi infatti il coronavirus è causa di morte anche a per chi non ha altre patologie importanti. Così come inevitabilmente accelera la morte di chi ha già gravi patologie.

Zangrillo e la seconda ondata.

“L’evidenza clinica, non solo nelle terapie intensive ma anche nei pronto soccorso, ci porta a dire che la manifestazione patologica è in via di netto affievolimento. Non c’è più un’evidenza clinica che debba preoccupare. Chiunque si possa permettere di dire ‘ci sarà una seconda ondata a ottobre o a dicembre’ dice cose che non hanno senso da un punto di vista scientifico. E’ come dire ‘a Milano a Sant’Ambrogio nevicherà'”. Questo disse Alberto Zangrillo lo scorso giugno.

Sulla evidenza clinica che “non deve più preoccupare” intervenne anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana: “I numeri della realtà sono quelli descritti dal professor Zangrillo, sono quelli dei nostri pronto soccorso ormai liberi, della riduzione dei ricoveri sia negli ospedali sia nelle terapie intensive. Ecco mi sembra una situazione in grande miglioramento, che va verso la normalizzazione”.

Coronavirus, in salita contagiati (+201) e morti (+30).

201 nuovi casi e 30 morti. Questi i numeri del bollettino del 2 luglio sull’andamento della pandemia da coronavirus in Italia.

Sono 201 i nuovi contagiati di Covid-19 in Italia, in aumento rispetto a ieri quando erano stati 187. Di questi, 98 nuovi casi di contagiati sono in Lombardia, il 48,7% del totale in Italia. Il numero totale dei casi sale così a 240.961.

Le vittime nelle ultime 24 ore sono invece 30, in aumento rispetto alle 21 di ieri. I morti per coronavirus salgono così a 34.818. I decessi hanno riguardato pazienti di solo 4 regioni: Lombardia (21), Piemonte (5), Toscana (3) ed Emilia-Romagna (1). Tutte le altre regioni d’Italia, comprese le province autonome di Trento e Bolzano, non hanno registrato alcun decesso.

Sono 15.060 gli attualmente positivi al coronavirus in Italia, 195 meno di ieri, mentre in terapia intensiva ci sono 82 pazienti, 5 in meno di ieri. Di questi, la metà (41) sono in Lombardia. In 11 regioni e nelle province di Trento e Bolzano non ci sono più pazienti nelle rianimazioni.

Negli altri reparti ospedalieri in tutta Italia sono complessivamente ricoverati con sintomi 963, 62 meno di ieri, mentre in isolamento domiciliare sono 14.015, 128 in meno nelle ultime 24 ore. I guariti e i soggetti dimessi sono invece 191.083, con un incremento rispetto a ieri di 366. (Fonti Ansa e Twitter).