Zero casi in nessuna Regione italiana da due settimane. Nuovi focolai o virus circola imperterrito?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2020 13:46 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2020 13:46
Zero casi in nessuna Regione negli ultimi 14 giorni

Nessuna regione registra zero casi da due settimane (Ansa)

Continuano a calare ricoveri ma resta stabile il trend dei contagi da coronavirus. E nelle ultime due settimane, nessuna regione può dirsi a casi zero.

E’ quanto emerge dal nuovo report realizzato dalla Fondazione Gimbe, organizzazione indipendente che promuove formazione e ricerca in ambito sanitario e una medicina basata sulle evidenze scientifiche.

Dal 25 giugno al 7 luglio si sono registrati 2.546 nuovi casi di Covid-19 in Italia, di cui il 51,8% in Lombardia (1.319),.

Seguita da Emilia-Romagna con 402 casi, Lazio (171), Piemonte (158) e Campania (102).

Tutte le altre Regioni si attestano sotto i 100 nuovi casi con un range che va dagli 88 del Veneto ad un unico nuovo caso in Molise.

Nessuna però ha contagi zero. Per quanto riguarda i tamponi diagnostici (esclusi dunque quelli eseguiti per confermare la guarigione o per necessità di ripetere il test), svetta la Provincia Autonoma di Trento.

Che ne ha eseguiti 986 per ogni 100.000 abitanti. Seguita da Emilia-Romagna (724) e Molise (715).

La percentuale di tamponi diagnostici positivi è superiore alla media nazionale solo in Lombardia (2,16%) e in Emilia-Romagna (1,25%).

Mentre nelle altre Regioni il range varia dallo 0,87% di Liguria e Piemonte allo 0,04% della Puglia.

“La limitata disponibilità di dati non permette di stabilire se i contagi siano imputabili all’insorgenza di focolai o alla diffusa circolazione del virus”, puntualizza Nino Cartabellotta, presidente Gimbe.

“In questa fase di convivenza con il virus – prosegue – è indispensabile da un lato non abbassare la guardia mantenendo comportamenti individuali responsabili.

Dall’altro le Regioni devono continuare a garantire una stretta sorveglianza.

Finalizzata sia ad identificare tempestivamente i focolai, sia ad una continua attività di testing per le categorie a rischio”. (fonte Ansa)