Zhang Yao, caccia ai 3 giovani rapinatori: campi rom al setaccio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 dicembre 2016 20:03 | Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2016 20:09
Zhang Yao, caccia ai 3 giovani rapinatori: campi rom al setaccio

Zhang Yao, caccia ai 3 giovani rapinatori: campi rom al setaccio

ROMA – Tre uomini, probabilmente giovani o addirittura giovanissimi, ripresi dalle telecamere di videosorveglianza di un’azienda privata. E’ caccia agli autori della rapina subita da Zhang Yao la studentessa cinese ventenne trovata morta venerdì dopo essere sparita nel nulla lunedì nei pressi dell’Ufficio Immigrazione, nella zona di Tor Sapienza, alla periferia di Roma.

Nel mirino degli investigatori ci sarebbero in particolare gli ambienti dei campi nomadi. Poco distante dall’Ufficio della Questura e dal luogo del ritrovamento del corpo c’è l’insediamento di via Salviati. A quanto ricostruito finora dalla polizia, la studentessa è stata derubata della borsa con dentro il permesso di soggiorno appena ritirato così avrebbe deciso di inseguire i ladri fino ai binari della vicina ferrovia dove è stata sbalzata da un treno in transito finendo in un dirupo.

La ragazza, dopo lo scippo, ha contattato la coinquilina per chiederle aiuto. La telefonata, però, si è interrotta bruscamente. Dall’autopsia, prevista per lunedì prossimo, potrebbero arrivare elementi utili per far luce sulla vicenda. Intanto si cercano anche il cellulare e la borsetta della ragazza che non sarebbero ancora stati trovati. Rintracciato anche il macchinista del treno che l’avrebbe sbalzata in aria facendola schiantare nel dirupo. L’uomo avrebbe detto di non essersi accorto di nulla. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile di Roma.

La comunità cinese che vive a Roma non nasconde la rabbia e paura dopo la morte della studentessa che frequentava un corso di moda all’Accademia delle Belle Arti di via di Ripetta. “Gli studenti che si trovano a Roma non si sentono più sicuri – spiegano ambienti della comunità – hanno chiesto all’ambasciata di essere protetti perché non si sentono più sicuri”. “Abbiamo paura – aggiungono – come è possibile che si venga scippati in pieno giorno davanti a un ufficio della Questura? Quella ragazza era felice, non meritava di morire così”.