Zocca, Ugo e Breno Bertarini uccisi: fermato l’ex genero Angelo Rainone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 marzo 2018 10:42 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2018 13:33
Zocca, Ugo e Breno Bertarini uccisi: fermato l'ex genero Angelo Rainone

Zocca, Ugo e Breno Bertarini uccisi: fermato l’ex genero Angelo Rainone

MODENA – Angelo Rainone è stato fermato per il duplice omicidio dei fratelli Bertarini ritrovati a Zocca il 27 febbraio. L’uomo, 58 anni, è accusato di aver massacrato a colpi di roncola Ugo e Breno Bertarini, ex suocero e zio della ex moglie, nella loro azienda agricola a Lame di Zocca, in provincia di Modena. La Procura ha contestato a Rainone anche l’aggravante di aver commesso il delitto nei confronti dell’ex suocero, che lo aveva denunciato in passato per stalking.

Il terribile delitto si è consumato la mattina di lunedì 26 febbraio nell’azienda agricola dei fratelli Bertarini, ma solo il giorno successivo i loro corpi massacrati a colpi di roncola sono stati ritrovati. Quindici colpi di roncola sono stati inferti sia a Ugo che a Breno, prevalentemente alle parti superiori dei corpi. Una delle due vittime era inoltre priva di dita, amputate forse nel tentativo di difendersi.

Tracce di sangue sono state svelate dal luminol sia nel furgone di Rainone, che nella sua abitazione. Il giubbotto e il maglione indossati nel giorno del delitto, invece, sarebbero stati bruciati dall’indagato, che durante l’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo furgone però è stato filmato dalle telecamere di sicurezza che si trovano sulla strada che porta proprio all’azienda agricola dei fratelli Bertarini nel giorno dell’omicidio, una prova che secondo gli inquirenti lo inchioda sul luogo del delitto.

Rainone si stava separando dalla figlia di Ugo Bertarini, una delle due vittime, e in passato era stato denunciato due volte per stalking proprio dall’ex suocero. Un’altra denuncia per minacce era invece stata presentata dalla moglie, dal quale si stava separando ma da cui non è ancora divorziato. Il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, ha spiegato:

“Tutte le denunce – in riferimento alle due per stalking – sono state esaminate velocemente dalla procura della Repubblica di Modena. Non si può dire che le denunce fossero state inascoltate. Addirittura una, presentata nel gennaio 2018 era già oggetto di delega di indagine da parte sempre della procura di Modena. Non abbiamo commesso nessuna omissione, nemmeno inconsapevole, come può avvenire. Tutta la macchina della giustiziasi è messa in moto, anche in riferimento allo stalking”.

Il movente del feroce delitto sarebbe di carattere economico. Rainone aveva infatti una piccola quota della società agricola dove lavoravano le due vittime e non condivideva le scelte prese dalla famiglia in vista alla separazione della figlia di Ugo. Le accuse nei confronti di Rainone sono dunque di duplice omicidio, aggravate non solo dallo stalking nei confronti della sua vittima, ma anche dall’affinità del presunto omicida a una delle due vittime e dalla recidiva reiterata. L’affinità resta poiché il 58enne era sì separato, ma non ancora divorziato dalla figlia dell’anziano, che il 27 febbraio ha trovato i due corpi nella stalla della loro azienda. Il fermato ha inoltre precedenti per spaccio e fallimento.