Zona rossa Lodi, via i posti di blocco: code di auto in fila per scappare

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 8 Marzo 2020 16:23 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2020 16:53
Zona rossa Lodi, via i posti di blocco: tam tam online code di auto in fila per scappare

Zona rossa Lodi, via i posti di blocco: code di auto in fila per scappare (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Via i posti di blocco nella zona di Lodi. E code di auto, di persone che vogliono scappare dalla prima zona rossa italiana per Coronavirus. Scappare dove non si sa, visto che non si può uscire dalla Regione Lombardia e che altre zone della regione non è detto siano più sicure rispetto a quella che perlomeno è stata messa subito in quarantena. Dalle 15 di domenica 8 marzo sono stati progressivamente tolti i posti di blocco intorno all’area rossa Lodigiana. La prefettura lo ha annunciato sul proprio sito. Il tam tam delle ultime ore sull’apertura delle strade ha convinto molti a salire in auto. Sono diverse le strade in uscita dalla zona in cui si sono create code di mezzi.

“Finalmente liberi… con la condizionale”: è questo lo spirito con cui gli abitanti dei dieci Comuni del Lodigiano che dallo scorso 21 febbraio hanno vissuto con aziende, scuole, locali e negozi chiusi (a parte alimentari, farmacie e poco altro), scuole e aziende chiuse, divieto di ingresso ed uscita dall’area vivono le nuove misure previste dal decreto firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte.

I dubbi su cosa si potrà fare e come ci si potrà muovere sono tanti. Anche per questo Monica Moretti, sindaco di San Fiorano, ha scritto in un post ai suoi concittadini che per ora non si conoscono “i dettagli”. Ma li ha anche invitati a non abbassare “la guardia. Usciamo il meno possibile”.

Vo’ Euganeo non è più zona rossa.

Il comune di Vo’ non è più fisicamente una ‘zona rossa’. Nel primo pomeriggio – apprende l’ANSA – sono stati rimossi quasi tutti i varchi di controllo che da 14 giorni filtravano uscite e ingressi nell’area isolata. “Adesso cominciamo a respirare – dice il sindaco Giuliano Martini – la tensione va allentandosi”. I militari dell’Esercito si apprestano a lasciare il paese. Al momento restano in funzione solo due dei 10 check point, sulle strade che confinano con i comuni del vicentino.

A Milano nessun posto di blocco.

Al momento, in attesa di direttive precise, a Milano non saranno organizzate cinturazioni o posti di blocco per controllare chi entra ed esce dalla città. Nella seduta del comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Renato Saccone, a quanto apprende l’ANSA, si è invece deciso di stabilire controlli a tappeto per assicurarsi che negozi e locali rispettino le norme sull’assembramento e sugli orari, dunque facendo in modo che i clienti rispettino la distanza di almeno un metro.

Nessun blocco per i transfrontalieri.

“Le limitazioni introdotte oggi non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Salvo che siano soggettI a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli”. È quanto si legge in una nota esplicativa al dpcm del governo. La precisazione arriva dalla Farnesina che ha predisposto una nota esplicativa alle norme del Dpcm pubblicato oggi e le ha rese pubbliche sul sito del Ministero degli Affari Esteri. (Fonte Ansa)