Iraq. Vescovo Mosul, i cristiani hanno paura di tornare a casa

Pubblicato il 9 dicembre 2016 17:21 | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2016 17:21
L' arcivescovo Yohanna Petros Mouche

L’ arcivescovo Yohanna Petros Mouche

IRAQ, MOSUL – “Non è chiaro” chi si prenderà cura dei cristiani nei villaggi liberati, e per questo loro si sentono “traditi” dal governo. È quanto ha affermato l’arcivescovo siro-cattolico di Mosul mons. Yohanna Petros Mouche durante una visita ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. Il presule ha aggiunto che i cristiani hanno timore di tornare ai loro villaggi nonostante la liberazione della Piana di Ninive.

Anche se l’Isis è militarmente sconfitto, “rimane l’ideologia dei musulmani radicali”, ha spiegato l’arcivescovo, uno dei primi a visitare Qaraqosh dopo la liberazione. Mons. Mouche ha aggiunto che i cristiani sono rimasti “scioccati” nello scoprire che circa il 75 per cento delle case nei villaggi cristiani liberati sono state incendiate da abitanti locali.

“Perché queste persone, con le quali eravamo in relazione, hanno fatto tutto questo? Temiamo di dover continuare a vivere con loro. Attendevamo con impazienza la liberazione, e molti volevano tornare immediatamente, ma ora la prima necessità è la garanzia della nostra incolumità.”. Il presule ha tuttavia aggiunto che è una “grande gioia” che ci sia almeno la possibilità di tornare ad abitare la Piana di Ninive per “continuare a testimoniare Cristo nella nostra nazione”.

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