Migranti: barca alla deriva riportata in Libia. Ci sono dispersi, Salvini: “Lontanissimi dall’Italia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2019 22:08 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2019 22:17
migranti otto dispersi alla deriva

Migranti: barca alla deriva, 8 dispersi (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Stipati su un barchino di legno blu senza motore, alla deriva nel Mediterraneo. “Stiamo morendo, moriremo in mare, in Libia o in Tunisia. Se non arriveremo in Italia moriremo tutti”, urla uno dei venti a bordo nella telefonata al numero di emergenza di Alarm Phone. 

Otto i dispersi. La Guardia costiera libica fa sapere che “sono in corso sforzi per salvarli”, ma per tutta la giornata non ci sono stati interventi di soccorso. Tutta la giornata fino a questa sera quando la Guardia Costiera Libica ha finalmente intercettato il barcone che è stato riportato in Libia. 

A dirlo è Alarm Phone, il servizio telefonico che aveva lanciato l’allarme da parte della barca: “Il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma ha appena confermato che la cosiddetta Guardia Costiera Libica ha intercettato la barca. Le 20 persone saranno riportate in una zona di guerra da una milizia finanziata dall’Ue. É una vergogna che questo respingimento illegale e disumano avvenga nell’indifferenza generale”. 

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, subito dopo la diffusione della notizia si era chiamato fuori: “è in Libia, lontanissimo dall’Italia”.  A quanto fa sapere Alarm Phone, la telefonata di allarme era arrivata alle sei del mattino. Sul barcone che aveva perso il motore vagando tra le acque tra Tunisia e Libia,  secondo quanto diffuso sempre da Alarm Phone, c’erano una ventina di persone, tra cui anche donne e bambini. “Tutte le autorità sono state informate, ma nessuno sforzo è stato fatto. Senza dubbio, se i dispersi fossero europei e bianchi un’operazione di salvataggio sarebbe già stata effettuata” aveva aggiunto Alarm Phone.

Da un aereo della missione Sophia che ha sorvolato l’area era stata data l‘indicazione di chiamare le autorità tunisine, che però non sono intervenute. Sea Watch nel pomeriggio aveva chiesto all’armatore olandese Vroon, le cui navi VOS Triton e Aphrodite sono vicine all’imbarcazione alla deriva, la disponibilità a intervenire. Ma anche in questo caso non ci sono state risposte.

Alan Kurdi, la nave è fuori dalle acque maltesi. Manca l’autorizzazione a sbarcare

E senza risposte, ormai da una settimana, si trova anche la Alan Kurdi, che si tiene fuori dalle acque maltesi, senza aver avuto l’autorizzazione a sbarcare i 63 salvati, tra i quali due bimbi di 11 mesi e 6 anni e due donne incinte. Ieri (martedì 9 aprile) una giovane nigeriana che era collassata è stata trasferita a Malta, ma le autorità della Valletta non hanno finora concesso il porto sicuro alla nave umanitaria. Sempre ieri un’imbarcazione della ong Moas ha portato rifornimenti sulla nave.

La Mare Jonio, di Mediterranea saving humans, intanto, si prepara a tornare in mare dopo il sequestro e l’indagine a carico di capitano e capo-missione da parte della procura di Agrigento.  A bordo ci sarà anche il senatore Gregorio De Falco, ex M5s ora al Gruppo Misto. “Non vorrei – ha spiegato – essere un passeggero zavorra, ma avere una funzione di utilità a bordo, mettendo a servizio la mia esperienza di ufficiale di Marina”.

Fonte: Ansa