New York, arte. Parte a Soho mostra protagonista futurista Ferdinando Depero

Pubblicato il 17 febbraio 2014 11:24 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2014 12:33
Ferdinando Depero

Ferdinando Depero

USA,  NEW YORK – Parte da New York una rivoluzione culturale imperniata su Ferdinando Depero, importante protagonista del futurismo. Uno dei più creativi esponenti del movimento di avanguardia caratterizzato dalla velocità, Depero è al centro della mostra che il 22 febbraio inaugurerà il Center for Modern Italian Modern Art (Cima) in un appartamento di Broome Street a Soho. Cima e’ la “creatura” di Laura Mattioli, storica dell’arte e collezionista. Il suo obiettivo far apprezzare meglio l’arte italiana moderna negli Stati Uniti.

Ogni anno il centro organizzerà installazioni visitabili su appuntamento dando l’opportunità di esplorare in profondità le opere esposte. La mostra inaugurale, oltre 50 pezzi, coincide con la grande rassegna sul futurismo del Guggenheim a cui la Mattioli ha prestato altri 11 pezzi dell’artista trentino. Depero, seguito in settembre da Medardo Rosso, resterà a New York fino al 28 giugno. Si va dalle prime sperimentazioni dell’artista di Rovereto nel 1913 ai lavori da lui creati negli anni trenta durante l’avventura newyorchese.

Ma e’ la collocazione dei pezzi – tra questi “Io e Mia Moglie” del 1919 e “Citta’ Meccanizzata dalle Ombre” e l’arazzo “Cavalcata Fantastica”, entrambi del 1920, che rende straordinaria l’esperienza del Cima. “Abbiamo deciso di aprire per appuntamento per consentire a chi viene di passare quanto tempo vuole con i pezzi come in una casa”, spiega la Mattioli: “Ho avuto la fortuna di essere immersa nell’arte di questo periodo fin da bambina e sono emozionata all’idea di introdurre queste opere a un nuovo pubblico”.”.

La collezionista, che ha ereditato dal padre Gianni una delle maggiori raccolte al mondo di avanguardia italiana, racconta un aneddoto che spiega la filosofia del centro: “Ero incinta del mio primo figlio e i medici mi ordinarono di sei mesi di letto. Davanti a me avevo un Morandi con cui ho convissuto per quei mesi. Alla fine ci ero entrata talmente dentro che mi sono venute le idee dietro alla mostra Morandi Ultimo al Peggy Guggenheim di Venezia nel 1998”.

L’arte, secondo Laura Mattioli, non e’, non può essere, un prodotto “mordi e fuggi” come troppo spesso viene consumata nel mondo di oggi da chi visita un museo. Depero, perche’? In parte “per via della sua avventura americana”, spiega Raffaele Bedarida, dottorando di Cuny e uno dei due borsisti sostenuti dal Cima per studiare a New York (offrire opportunità a giovani studiosi fa parte della missione del centro): “Depero arrivo’ a New York nel 1928 sperando di sfondare ma il tempismo non fu felice, l’anno dopo ci fu il croàlo di Wall Street”.

Con la moglie Rosetta, Fortunato aprì a Chelsea una casa-laboratorio chiamata Depero’s Futurist House su modello della Casa Futurista di Rovereto dove venivano prodotti dipinti, cuscini, arazzi di panno lenci, poster, set teatrali, costumi. Depero era sbarcato nella Grande Mela con sotto braccio il “Libro Imbullonato” del 1927: un “portafoglio” della vita, lavoro, idee dell’artista e dei suoi amici che il Cima ha “smontato” e affisso nella cucina della casa di Broome Street. Un’altra copia e’ esposta intatta con la sua unica rilegatura di bulloni, che la rendeva incompatibile con altri libri tradizionali.  Parte da New York una rivoluzione culturale imperniata su Ferdinando Depero, importante protagonista del futurismo. Uno dei più creativi esponenti del movimento di avanguardia caratterizzato dalla velocità, Depero è al centro della mostra che il 22 febbraio inaugurerà il Center for Modern Italian Modern Art (Cima) in un appartamento di Broome Street a Soho. Cima e’ la “creatura” di Laura Mattioli, storica dell’arte e collezionista. Il suo obiettivo far apprezzare meglio l’arte italiana moderna negli Stati Uniti.

Ogni anno il centro organizzerà installazioni visitabili su appuntamento dando l’opportunità di esplorare in profondità le opere esposte. La mostra inaugurale, oltre 50 pezzi, coincide con la grande rassegna sul futurismo del Guggenheim a cui la Mattioli ha prestato altri 11 pezzi dell’artista trentino. Depero, seguito in settembre da Medardo Rosso, resterà a New York fino al 28 giugno. Si va dalle prime sperimentazioni dell’artista di Rovereto nel 1913 ai lavori da lui creati negli anni trenta durante l’avventura newyorchese.

Ma e’ la collocazione dei pezzi – tra questi “Io e Mia Moglie” del 1919 e “Citta’ Meccanizzata dalle Ombre” e l’arazzo “Cavalcata Fantastica”, entrambi del 1920, che rende straordinaria l’esperienza del Cima. “Abbiamo deciso di aprire per appuntamento per consentire a chi viene di passare quanto tempo vuole con i pezzi come in una casa”, spiega la Mattioli: “Ho avuto la fortuna di essere immersa nell’arte di questo periodo fin da bambina e sono emozionata all’idea di introdurre queste opere a un nuovo pubblico”.”.

La collezionista, che ha ereditato dal padre Gianni una delle maggiori raccolte al mondo di avanguardia italiana, racconta un aneddoto che spiega la filosofia del centro: “Ero incinta del mio primo figlio e i medici mi ordinarono di sei mesi di letto. Davanti a me avevo un Morandi con cui ho convissuto per quei mesi. Alla fine ci ero entrata talmente dentro che mi sono venute le idee dietro alla mostra Morandi Ultimo al Peggy Guggenheim di Venezia nel 1998”.
L’arte, secondo Laura Mattioli, non e’, non può essere, un prodotto “mordi e fuggi” come troppo spesso viene consumata nel mondo di oggi da chi visita un museo. Depero, perche’? In parte “per via della sua avventura americana”, spiega Raffaele Bedarida, dottorando di Cuny e uno dei due borsisti sostenuti dal Cima per studiare a New York (offrire opportunità a giovani studiosi fa parte della missione del centro): “Depero arrivo’ a New York nel 1928 sperando di sfondare ma il tempismo non fu felice, l’anno dopo ci fu il croàlo di Wall Street”.

Con la moglie Rosetta, Fortunato aprì a Chelsea una casa-laboratorio chiamata Depero’s Futurist House su modello della Casa Futurista di Rovereto dove venivano prodotti dipinti, cuscini, arazzi di panno lenci, poster, set teatrali, costumi. Depero era sbarcato nella Grande Mela con sotto braccio il “Libro Imbullonato” del 1927: un “portafoglio” della vita, lavoro, idee dell’artista e dei suoi amici che il Cima ha “smontato” e affisso nella cucina della casa di Broome Street. Un’altra copia e’ esposta intatta con la sua unica rilegatura di bulloni, che la rendeva incompatibile con altri libri tradizionali.

Un opera di Depero

Un opera di Depero