Aaron Swartz. la ‘kill list’ e il Pentagono: le teorie complottiste

Pubblicato il 15 Gennaio 2013 13:22 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2013 13:23
Aaron Swartz. la 'kill list' e il Pentagono: le teorie complottiste

Aaron Swartz. la ‘kill list’ e il Pentagono: le teorie complottiste

ROMA – Il suicidio di Aaron Swartz resterà nella costellazione dei misteri e degli intrighi americani. La dietrologia e i teorici di lungo corso del complotto hanno fatto e faranno sempre parte della storia americana e mondiale. Il suicidio di Aaron Swartz, attivista, programmatore, scrittore, blogger ha scatenato su Internet polemiche, voci e leggende metropolitane. Mit, Pentagono, kill list, Obama, Iran, Anonymous e Siria. Tutto diventa semplice e tutto viene collegato.

Aaron Swartz era contro la cosiddetta ‘kill list’, ma cos’è? La kill list sarebbe una lista redatta ogni settimana da 100 membri della sicurezza mondiale USA con i nomi dei sospettati numero 1 per la minaccia terroristica. Con un semplice calcolo matematico così Aaron Swartz diventa vittima del sistema e della democrazia americana. Forse troppo semplice.

Swartz è anche uno dei fondatori di Reddit e delle specifiche RSS e di DemandProgress, movimento senza scopo di lucro per la libertà di Internet.. Un paladino dell’informazione Web. Quindi un target, un obiettivo di multinazionali, politici e lobbisti. Swartz si è anche battuto nel 2011 contro i disegni di legge anti-pirateria.

Celebre il suo discorso contro la SOPA, Stop Online Piracy Act, la proposta di legge per la tutela del Copyright:

“E’ stata davvero fermata dal popolo; è lo stesso popolo che da solo ha ucciso questa legge. È così morta, che adesso ogni membro del congresso che prova a fare una legge che tocchi internet, deve fare prima un lungo discorso su come essa non abbia a che fare con la SOPA. È così morta, che quando lo si chiede a qualcuno del Congresso, questo si lamenta e scuote la testa, come se fosse tutto un brutto sogno che stanno cercando di dimenticare. È così morta, che è davvero difficile credere a questa storia; davvero difficile ricordare come siano stati vicini a farla passare. Difficile pensare come la storia poteva andare in maniera diversa. Ma non era un sogno o un incubo, era tutto molto reale. E accadrà di nuovo, certo, avrà un altro nome, e forse una scusa diversa, e probabilmente farà gli stessi danni ma in modo diverso, ma non fatevi illusioni, i nemici della libertà di connettersi non sono scomparsi”

La biografia di Swartz è piena di indizi che se letti con la lente del complotto, potrebbero far pensare ad intrighi internazionali. Si è suicidato o ‘l’hanno suicidato’? Da Marilyn Monroe, JFK, Elvis, Micheal Jackson, Adam Lanza e, adesso, Aaron Swartz. A pensare male, in fondo, si fa sempre bene. O no?