Aborto a 10 anni per gli abusi dello zio: la protesta dei vescovi brasiliani e del’estrema destra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Agosto 2020 13:35 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2020 13:36
Aborto a 10 anni in Brasile per bambina abusata dallo zio

Aborto a 10 anni in Brasile per bambina abusata dallo zio (Ansa)

Non si placano, in Brasile, le polemiche attorno all’aborto cui è dovuta ricorrere una bambina di 10 anni, rimasta incinta a seguito di violenza domestica.

Per anni lo zio ha abusato di lei (l’uomo nel frattempo è agli arresti): aborto a 10 anni nel Paese che non lo consente. Se non per, appunto, lo stupro e in caso di pericolo di vita per la madre.

Dopo le critiche e la furente reazione di gruppi di estrema destra ed organizzazioni evangeliche, anche la Conferenza episcopale locale (Cnbb) ha respinto la scelta. Definendo “orribile” l’interruzione di gravidanza.

Aborto a 10 anni dopo lo stupro, i vescovi: “Due crimini efferati”

In una nota, il presidente della rappresentanza cattolica, Walmor Oliveira de Azevedo, ha affermato che il caso “pone fine a due crimini efferati”.

“La violenza sessuale è terribile, ma la violenza dell’aborto non si spiega, date tutte le risorse esistenti e messe a disposizione per garantire la vita dei due bambini”, ha detto il prelato.

La giovanissima madre, incinta di cinque mesi, ha dovuto affrontare l’operazione a Recife, dopo che i medici si sono rifiutati di effettuarla nel suo Stato di origine, Espirito Santo, su pressione delle lobby religiose.

La legge brasiliana consente l’aborto volontario solamente nei casi di rischio di morte per la madre, stupro o anencefalia.

La leader di estrema destra Sara Winter aveva addirittura reso noto il nome della paziente e l’indirizzo dell’ospedale dove sarebbe stata ricoverata.

Winter è agli arresti domiciliari dalla fine di giugno dopo aver partecipato a proteste che difendevano un golpe e la chiusura del Congresso.

Un gruppo di donne, esponenti del Forum Pernambuco, si era invece riunito davanti all’ospedale di Recife per difendere il diritto all’aborto della minore.

“Siamo qui per dire che la vita di quella bambina stuprata conta” e affermare che “la gravidanza a 10 anni è come la morte”, hanno detto le manifestanti.

A loro si sono opposti alcuni deputati evangelici, che hanno invece protestato contro l’aborto. (fonte Ansa)