Abu Omar, Bob Lady rilasciato a Panama e in volo verso gli Usa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Luglio 2013 18:49 | Ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2013 19:38
Abu Omar, Bob Lady rilasciato a Panama e in volo verso gli Usa

Abu Omar, Bob Lady rilasciato a Panama e in volo verso gli Usa

ROMA –Robert Seldon Lady, ex capo della sede di Milano della Cia, condannato in Italia per il rapimento dell’Imam Abu Omar, è stato rilasciato dalle autorità di Panama ed è in volo verso gli Usa. Lo riferisce il Washington Post online citando fonti ufficiali americane e il Dipartimento di Stato lo ha confermato,

Secondo il Wp, il rilascio di Bob Lady sarebbe stato deciso proprio per “evitare la possibilità che venga estradato verso l’Italia”. Gli autori dell’articolo, Greg Miller e Karen De Young, citano una fonte altolocata  dell’Amministrazione Obama, secondo la quale “in base alle nostre informazioni, Lady si trova a bordo di un aereo alla volta degli Stati Uniti proprio in questo momento”.

Il 18 luglio Bob Lady era stato arrestato a Panama dalla polizia di frontiera. Il ministro della Giustizia italiano, Anna Maria Cancellieri, ha subito firmato la richiesta di fermo provvisorio, ma non c’è stato tempo per chiedere l’estradizione. Il suo predecessore, Paola Severino a fine dicembre scorso aveva deciso di diffondere ricerche in campo internazionale per uno solo dei 23 americani che sono stati condannati in via definitiva per il sequestro di Abu Omar, appunto l’ex capocentro della Cia di Milano Robert Seldon Lady. La procura generale di Milano aveva chiesto provvedimenti analoghi per tutti i condannati. L’ex ministro, dopo una valutazione su ciascuna delle richieste, decise di inviare l’istanza solo per Lady, che il 19 settembre è stato condannato dalla Cassazione a una pena superiore, pari a 9 anni, contro i 7 anni degli altri 22 esponenti della Cia.

L’ex imam di Milano, Abu Omar fu sequestrato il 17 settembre 2003 da uomini della Cia e trasferito in Egitto. L’operazione fu giustificata come una “extraordinary rendition”: il sequestro di un sospetto terrorista effettuato al di fuori delle procedure legali. Ne scaturì un’inchiesta della Procura di Milano condotta dai pm Armando Spataro e Ferdinando Enrico Pomarici che chiamò in causa anche esponenti dei servizi italiani.