Acqua. Dossier Cipsi, al giorno muoino 5 milioni di bambini

Pubblicato il 19 Marzo 2010 15:10 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2010 15:10

La terra ha sete. L’acqua disponibile sul nostro pianeta non è sufficiente per tutti e a farne le spese sono soprattutto i bambini: ogni anno infatti ne muoiono 1,8 milioni per malattie connesse alla mancanza d’acqua potabile pari a 4.900 bambini al giorno. E non è tutto. Secondo il dossier Acqua 2010 di Solidarietà e cooperazione Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) diffuso il 19 marzo a Roma solo il 12% della popolazione mondiale consuma l’85% dell’acqua disponibile, mentre 1,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile, 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base, 5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate all’acqua.

Ma anche l’America soffre l’assenza d’acqua: manca quella per usi domestici perché viene utilizzata – al ritmo di 2.000 miliardi di litri – per coltivare cereali per l’allevamento. In Europa il 16% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile: un problema che in trent’anni è costato 100 miliardi di euro.

In Europa il 44% dell’acqua estratta viene utilizzata per produrre energia, il 24% per l’agricoltura, il 21% per l’approvvigionamento pubblico e l’11% per l’industria, mentre nell’area Mediterranea la domanda è raddoppiata in 50 anni e i consumi aumenteranno del 25% entro il 2025.

In Italia, rivela il dossier, le condutture perdono 104 litri d’acqua per abitante al giorno (pari al 27% dell’acqua prelevata), un terzo degli italiani non ha un accesso regolare all’acqua potabile, ma ogni italiano consuma 213 litri di acqua al giorno. «L’accesso partecipato all’acqua è essenziale – osserva Guido Barbera, presidente di Cipsi – per promuovere la cultura dell’acqua come bene comune. Per questo sosteniamo il Referendum». L’acqua, conclude il dossier, è anche un problema di democrazia: nelle regioni che già soffrono è «diventata il nuovo petrolio» innescando nuove guerre.

A fronte di questi dati la Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo acquista un significato diverso.