Adolf Hitler, all’asta il telegramma considerato il biglietto di addio del Führer

di Caterina Galloni
Pubblicato il 1 Maggio 2019 7:00 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2019 20:51
Adolf Hitler, all'asta il telegramma ritenuto il biglietto di addio

Adolf Hitler, all’asta il telegramma considerato il biglietto di addio del Führer

ROMA – In vendita all’asta un telegramma considerato “il biglietto d’addio di Adolf Hitler” in cui il Führer, pochi giorni prima di suicidarsi, rifiutava di fuggire da Berlino così che fosse visto come un valoroso leader. Hitler inviò lo storico telegramma al feldmaresciallo Ferdinand Schörner, uno dei suoi comandanti prediletti, che lo aveva spinto a fuggire dalla capitale ormai sotto assedio. 

“Resterò a Berlino così da prendere parte, in modo onorevole, alla battaglia decisiva per la Germania, e dare il buon esempio a tutti coloro che rimangono. In questo modo darò alla Germania la massima assistenza”. “Fino alla fine, fate ogni sforzo per vincere la battaglia per Berlino. Puoi aiutarci in modo decisivo, spingendoti verso nord il prima possibile”, affermava Hitler. 

Alexander Historical Auctions, Maryland, che sta vendendo all’asta il telegramma, sostiene che sia “unico nel suo genere” e il presidente della società, Bill Panagopulos, ha dichiarato:”Non esistono altre prove scritte in cui Hitler affermi l’intenzione di rimanere (e morire) a Berlino”. “Questo è essenzialmente il “biglietto d’addio” di Hitler, cui cerca fino alla fine di rappresentare se stesso, ai suoi uomini, come un valoroso leader mentre nella realtà è entrato in camera da letto e si è sparato un colpo alla testa”. 

Nella vendita all’asta c’è anche la trascrizione della lettera di Schörner a Hitler in cui lo supplica di fuggire. “Vorrei … chiederti, in quest’ora grave, di lasciare Berlino e assumere il comando … dal settore meridionale”, scriveva Schörner. Secondo Panagopulos:”Era uno dei preferiti di Hitler, un devoto sottomesso, e sicuramente voleva che Hitler si allontanasse da Berlino. Hitler, d’altra parte, era in una posizione impossibile”. 

“Alla conferenza sulla situazione pomeridiana di due giorni prima, quando era stato informato che gli ordini di trasferirsi in soccorso di Berlino non erano stati rispettati, Hitler aveva avuto un totale crollo nervoso. Fece una filippica sul tradimento e l’incompetenza dei suoi comandanti: lo sfogo culminò in una dichiarazione – per la prima volta – che la guerra era persa”. “Hitler annunciò che sarebbe rimasto a Berlino fino alla fine”. 

Il 26 aprile, due giorni dopo che Hitler aveva inviato la  risposta a Schörner, al Führer fu offerta un’ultima possibilità di fuggire Berlino, che rifiutò. “Forse sperava che Schörner, con un miracolo, si sarebbe spinto a nord dalla Cecoslovacchia e liberato Berlino, ma sono sicuro che entrambi sapevano che era impossibile”, ha affermato Panagopulos. “Le forze difensive stavano crollando e le bombe russe stavano già esplodendo nelle vicinanze.” 

Hitler e la compagna Eva Braun, si suicidarono nel bunker di Berlino il 30 aprile 1945. Nel testamento, Hitler promosse Schörner a comandante in capo dell’esercito tedesco ma abbandonò l’incarico, fuggì in Austria dove fu arrestato dalle forze americane. Dopo la cattura, nel 1951 fu consegnato ai sovietici e nel 1952 condannato a 25 anni di prigione poi ridotti a 12. Rientrò anticipatamente nella Germania Orientale e poi in quella occidentale dove fu sottoposto a un altro processo e condannato a quattro anni e mezzo. Nel 1963 fu rilasciato e si trasferì a Monaco di Baviera dove morì il 2 luglio 1973. (fonte: Daily Mail)