Aereo caduto. Nyt, ”Problemi psichici piloti difficili da rilevare”

Pubblicato il 29 Marzo 2015 19:11 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2015 19:11
Un relitto dell' Airbus A320

Un relitto dell’ Airbus A320

USA, NEW YORK – Da qualche anno le agenzie di sicurezza del volo negli Usa e in Europa hanno allentato le loro regole che impedivano di prendere i comandi di un aereo ai piloti che dichiaravano di avere problemi psichici.

Si è trattato di una politica ispirata dai progressi della comprensione scientifica, dei farmaci e dalla maggiore consapevolezza per disturbi come la depressione. Ma anche dalla speranza di incoraggiare i piloti con problemi a farsi avanti e cercare assistenza medica.

Anche perchè sono problemi difficili da individuare se i piloti che li percepiscono tendono a tenerli segreti, come nel caso di Andreas Lubitz della Germanwigs.

Nel 2010 la Federal Aviation Administration (Faa) ha iniziato a consentire ai piloti di prendere antidepressivi e in alcune circostanze continuare a volare, scrive il New York Times, aggiungendo che la tragedia del volo Germanwings potrebbe ora portare ad una revisione di tale politica.

I sistemi di controllo medico dei piloti in Usa e Europa sono molto simili e in gran parte sono concentrati soprattutto sulla salute fisica, piuttosto che su quella mentale. E su entrambi i lati dell’Oceano, hanno affermato esperti di aviazione e psichiatri interpellati da Nyt, lasciano molto a desiderare. In particolare per il fatto che le verifiche mediche vengono eseguite solo una volta l’anno, poichè eventi importanti come la rottura di una relazione, un lutto, o grosse delusioni possono influenzare sensibilmente le capacità mentali.

Individuare poi qualcuno con tendenze suicide non sempre è facile, sottolinea il dottor Andrew Brown, presidente della Academy of Organizational and Occupational Psychiatry. “E’ necessario capire che tipo di persona è, quali sono i suoi meccanismi di difesa, come reagisce di fronte alle avversità. E naturalmente chiedergli se ha mai avuto pensieri suicidi”.

Ma se i casi di suicidio sono rari, la depressione è un disturbo molto più diffuso di quanto non si pensi. Secondo recenti ricerche, negli Usa un adulto su 20 ogni anno ha almeno un episodio importante di depressione e uno su dieci prende farmaci antidepressivi.