Aereo charter dell’Eni si schianta in Pakistan: tra le 21 vittime anche l’italiano Antonio Sasso

Pubblicato il 5 Novembre 2010 8:01 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2010 11:44

Si chiama Antonio Sasso la vittima italiana del disastro avvenuto oggi a Karachi, in Pakistan, quando un piccolo aereo charter noleggiato dall’Eni è precipitato poco dopo il decollo. Non ci sono sopravvissuti tra le 21 vittime, 19 passeggeri e due membri dell’equipaggio: le autorità locali hanno specificato che i morti sarebbero quasi tutti pachistani dipendenti della compagnia petrolifera italiana. L’incidente sarebbe avvenuto per un guasto tecnico.

I corpi sono carbonizzati e non si riesce a capire neppure se sono di uomini o di donne. Il charter era stato noleggiato dall’Eni ed era decollato alla volta di un giacimento petrolifero vicino a Bit Shah, nella provincia di Sindh, 190 km a nordest di Karachi. “Quando è decollato – ha riferito Pervez George, un portavoce dell’Autorità pakistana per l’aviazione civile – dopo solo un minuto, il pilota ha contattato la torre di controllo dicendo che c’era un guasto in uno dei motori. Gli è stato chiesto di rientrare, ma mentre stava tornando, si è schiantato”.

Buona parte dei corpi sono stati recuperati dal relitto dell’aereo. La tragedia è avvenuta alle 7.15 ora pachistana (alle 3 ora italiana). Sul posto sono al lavoro le squadre di soccorso per recuperare gli altri corpi intrappolati dentro la carlinga dell’aereo, che si è incendiato in seguito allo schianto avvenuto qualche minuto dopo il decollo dall’aeroporto di Pehalwan Goath.

L’Eni è presente in Pakistan fin dal 2000 ed è il principale produttore straniero di gas. Detiene una partecipazione in 14 licenze esplorative e 7 produttive. Tra quest’ultime c’è il giacimento di gas di Bhit e Badhra (detenuti al 40%) che sorgono a circa 200 chilometri dalla città portuale di Karachi, dove ha sede il gruppo italiano. L’Eni, che estrae il 10% del gas pachistano, utilizza regolarmente piccoli velivoli per trasferire il personale dalla sede di Karachi ai giacimenti del Sindh.