Aereo, se dici finestrino sei egoista e disturbatore. Corridoio vuol dire socievole

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 novembre 2017 13:59 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2017 13:59
aereo-seggiolini

Finestrino o corridoio? Il posto che scegli in aereo ti dice chi sei

ROMA – Aereo, posto in aereo. Al banco del chek cosa rispondi alla domanda: corridoio o finestrino? La Repubblica tv ci rende noti i risultati dell’ennesima indagine sui comportamenti degli umani contemporanei. Indagine vidimata e timbrata da relativi studiosi del comportamento. Indagine ed interpretazione dei risultati dell’indagine che entrambe alla fine scoprono qualcosa di molto simile all’acqua calda. Solo che la riscaldano di più, molto di più. Fino ad esagerare con la “temperatura” interpretativa.

Insomma e in sostanza ci dicono che se a domanda corridoio o finestrino rispondi “finestrino” allora vuol dire che sei egoista. Egoista e serenamente disturbatore. Disturbatore senza ritegno e rimorso alcuno di quelli che fai alzare per andare in bagno in aereo o a sgranchirti in carlinga. Insomma se dici convinto e sicuro sempre “finestrino” sei uno che tendenzialmente se ne frega degli altri. E se fosse che hai detto “finestrino” solo perché volevi vedere quel che si vede da un aereo di linea, tipo montagne, città, coste, isole? L’ipotesi non è contemplata nel “report”, ma si può stare abbastanza certi che, l’avessero contemplata, avrebbero detto che ancora una volta chi dice “finestrino” è egoista perché quel che si vede laggiù da lassù lo vuol vedere solo lui.

E chi invece alla domanda risponde di preferire il corridoio? Secondo analisi e analisti del comportamento chi dice corridoio è niente meno che socievole e accomodante. Appartiene quindi all’altro ed opposto ideal-tipo umano che dice finestrino. Tirata per i capelli? Abbastanza. Anche perché c’è un sacco di gente che dice e preferisce corridoio solo perché da quel posto può almeno girare un po’ di arti inferiori verso l’esterno, verso uno spazio maggiore di quello risicatissimo che c’è tra le gambe e il sedile davanti. Si preferisce in molti il posto corridoio (anche a concretissimo rischio di beccarsi sulla gamba esposta all’esterno una botta di carrello inflitta da steward/hostess) perché negli altri due o tre posti della fila le gambe non c’entrano a meno che non sei intorno agli 1,60 metri d’altezza.

Resta poi non indagata, misteriosa zona d’ombra, la natura di chi preferisce i posto in mezzo (uno o due che siano) tra il finestrino e il corridoio. Animo da missionario? Bisogno di iper protezione? Attacca bottoni? Già, ma poi i posti in mezzo non li sceglie quasi nessuno, il più delle volte te li danno e basta.

Così come ci danno e più o meno basta queste analisi comportamentali di noi tutti in aereo. Analisi non particolarmente asettiche, trascurano infatti il dato “ambientale” primario che induce il comportamento: se le compagnie aeree smettessero di ridurre gli spazi tra i sedili e smettessero la formula stia di pollame come sogno per i propri passeggeri allora forse un posto potrebbe valere l’altro. E lo sceglieremmo tutti più rilassati.