Aereo Malaysia, caccia alle scatole nere. Una nelle mani dei ribelli filorussi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Luglio 2014 18:47 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2014 18:47
Aereo Malaysia, caccia alle scatole nere. Una nelle mani dei ribelli filorussi

I resti dell’aereo della Malaysia Airlines

BRUXELLES – Che fine hanno fatto le scatole nere dell‘aereo della Malaysia Airlines precipitato giovedì 17 luglio dopo essere stato abbattuto da un missile in Ucraina orientale? Al momento solo uno dei due congegni è stato trovato dai ribelli separatisti filorussi, che volevano consegnarlo a Mosca. Ma la Russia ha rifiutato l’offerta, dicendo di non voler violare le norme. A condurre le indagini sarà infatti l’Ucraina, dal momento che l’incidente è avvenuto nel suo spazio aereo. La aiuteranno esperti della Malesia, in qualità di Paese della compagnia aerea, degli Stati Uniti, perché costruttori del Boeing, dei Paesi Bassi, come Paese che ha riportato il maggior numero di vittime; e del Regno Unito, Paese costruttore per i motori Rolls Royce.

Intanto l’Ucraina ha reso pubblica l’intenzione di seguire lo “schema internazionale” per l’indagine, alla quale potrebbe voler partecipare anche la Russia. Il primo step dell’indagine è quello di mettere in sicurezza l’area, ma il “sito è molto vasto”, si parla di 20 km quadrati “e non è chiaro chi abbia già proceduto all’operazione di perimetrazione”.

Le fasi successive prevedono la salvaguardia delle prove, che dovranno essere vagliate ed incrociate dai vari team specialistici. Un report preliminare, che non necessariamente verrà reso pubblico, dovrà essere pronto dopo un mese e la durata standard di un’indagine di questo tipo è stimata in un anno circa.

Se si dovessero sforare i dodici mesi, sarà necessaria una relazione circostanziata per i familiari delle vittime. Ma i dati tecnici non saranno sufficienti a stabilire le responsabilità, per questo spiegano fonti di Bruxelles, “non sarà solo un’indagine tecnica”.