Afghanistan/ Boom di attacchi contro gli italiani, 200 in 4 mesi

Pubblicato il 21 Luglio 2009 21:50 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2009 23:11

Imboscate, scontri a fuoco, attentati dinamitardi. È con questa ostilità che devono fare i conti gli oltre 2.500 militari italiani impegnati in Afghanistan nella regione Ovest. Negli ultimi quattro mesi sono stati più di 200 gli attacchi contro di loro. In 135 casi si è trattato di veri e propri conflitti a fuoco, in 64 occasioni si è trattato invece di ordigni esplosivi lasciati sulla strada e fatti scoppiare al passaggio di una pattuglia. L’ultimo caso solo qualche giorno fa con la morte del paracadutista Alessandro Di Lisio. Altre 65 volte, invece, gli ordigni sono stati scoperti e distrutti.

L’intensità degli atti ostili è dunque raddoppiata. Nel 2008, nello stesso periodo, gli attacchi erano stati 69 e quelli esplosivi 27. Il peggio, secondo gli apparati di Intelligence, deve ancora venire, visto che l’impennata è stata registrata nell’approssimarsi delle elezioni presidenziali che si terranno ad agosto. Gli insorti sono noti perché capaci di fare una guerra terrorizzante con strumenti rudimentali, assemblando anche il fertilizzante e ricavandone una miscela micidiale. Sono poi capaci di trasformare oggetti comuni in detonatori, come ad esempio i tergicristalli delle auto: li collegano con un esplosivo e quando una persona o un mezzo passa e fa unire le due lamine crea un cortocircuito che provoca l’esplosione.