“Morte all’America”. Rogo del Corano, Afghanistan protesta: 12 morti

Pubblicato il 24 Febbraio 2012 13:47 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2012 16:23

ROMA – Centinaia di dimostranti hanno marciato verso il palazzo del presidente afghano Hamid Karzai, cantando “Morte all’America”, nel quarto giorno di proteste dopo il rogo di copie del Corano nella base militare Usa di Bagram. Il generale John Allen, comandante della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato), ha rivolto oggi un appello ”ai membri dell’Isaf e agli afghani in tutto il paese” a dare prova di pazienza e moderazione mentre e’ in corso l’inchiesta sul rogo delle copie di Corano avvenuta giorni fa nella base americana di Bagram. Intanto divampano le proteste in Afghanistan, dopo il rogo delle copie del Corano nella base Usa di Bagram. A Kabul il bilancio e’ di due morti, uccisi dai colpi della polizia, mentre altre vittime si registrano nella provincia di Baghlan. A Kunduz sarebbero in corso scontri a fuoco tra manifestanti e polizia. Lo affermano i media locali.

Solo oggi le violente proteste anti-americane in tutto l’Afghanistan hanno avuto un bilancio di 12 morti e 40 feriti. In un comunicato si precisa che un team investigativo congiunto, Isaf e afghano, continua il suo lavoro sulla distruzione del materiale religioso islamico anche con l’interrogatorio di testimoni ed in vista di fissare una data per la fine dell’inchiesta. ”Crediamo – ha sottolineato Allen – che lavorare con i dirigenti afghani sia per noi l’unico modo per correggere questo enorme errore e assicurare che non accada mai piu”’.

Per questo, ha concluso, ”rivolgo un appello affinche’ ovunque nel paese i membri dell’Isaf e gli afghani diano prova di pazienza e moderazione mentre stiamo continuando a riunire gli elementi necessari per comprendere cosa e’ successo nella notte di domenica scorsa”.

Sette persone sono morte nella provincia di Herat, sotto comando delle truppe italiane, dove circa 500 persone hanno tentato di dare l’assalto al consolato Usa, due nella provincia di Khost e una in quella, di solito relativamente tranquilla, di Baghlan. Gli altri due morti sono a Kabul, dove ci sono state almeno due manifestazioni e dove la folla ha tentato di marciare verso il palazzo presidenziale. Le folle di manifestanti si sono scatenate dopo la Preghiera del venerdi’.