Afghanistan, drone Usa uccide 30 civili. Forse contadini

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Settembre 2019 14:39 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2019 14:39
Afghanistan drone Usa

(Foto Ansa)

KABUL  –  Almeno trenta civili sono stati uccisi da un attacco lanciato da un drone degli Stati Uniti nella provincia afghana di Nangarhar. Lo ha riferito Jawaid Zaman, consigliere presidenziale sugli affari tribali.

L’attacco avrebbe preso di mira una postazione dell’Isis nella zona, ma secondo i residenti ha centrato un campo dove decine di persone stavano raccogliendo frutta secca. Una folla infuriata ha portato 12 corpi nel capoluogo della provincia, Jalalabad. Le forze Usa non hanno ancora commentato la notizia. 

Nelle stesse ore un’autobomba esplosa a Qalat, capitale della provincia afgana meridionale di Zabul, ha fatto sette morti e oltre 60 feriti. L’esplosione ha gravemente danneggiato un ospedale civile e diverse abitazioni. Il bilancio ufficiale delle vittime è stato reso noto dal governatore provinciale Ramatullah Yarmal, ma un altro funzionario locale ha detto all’ANSA che i morti sarebbero circa 20. L’attacco è stato rivendicato dai talebani.

Roberto O’Brien nuovo consigliere di Stato Usa

Intanto proprio ieri il presidente americano Donald Trump ha nominato Robert O’Brien consigliere per la sicurezza nazionale al posto di John Bolton, licenziato la scorsa settimana. “Sono felice di annunciate che nominerò Robert O’Brien, che attualmente serve con successo come inviato speciale presidenziale per gli affari degli ostaggi al dipartimento di Stato, come nostro nuovo consigliere per la sicurezza nazionale. Ho lavorato a lungo e duro con Robert, farà un grande lavoro!”, ha twittato, dopo aver annunciato l’aumento delle sanzioni all’Iran per gli attacchi al petrolio saudita.

Si tratta del suo quarto consigliere per la sicurezza nazionale, dopo il licenziamento di Bolton per forti disaccordi sui principali dossier di politica estera, Michael Flynn, costretto ad abbandonare per il Russiagate, e H.R. McMaster, entrato in conflitto con il ‘commander in chief’: nessun altro presidente ne ha avuti così tanti nel primo mandato, ma è tutta l’amministrazione ad avere un turnover record, evidenziando una forte instabilità.

O’Brien è un avvocato di Los Angeles sconosciuto al grande pubblico ma con una lunga esperienza in campo diplomatico e numerosi successi nella liberazione di ostaggi americani sotto Trump, che lo aveva nominato nel maggio 2018: tra questi Andrew Brunson, il pastore evangelico detenuto per due anni in Turchia, Danny Burch, un ingegnere petrolifero rapito in Yemen, ed altri prigionieri arrestati in Corea del nord. E’ stato anche consigliere di candidati presidenziali come Mitt Romney (che ha elogiato la scelta), Scott Walker e Ted Cruz. E ha lavorato su iniziative di formazione per giudici e avvocati in Afghanistan.

Ora tutti si chiedono se anche lui sia un falco come Bolton, con cui ha lavorato alle Nazioni Unite quando Bolton era il rappresentante degli Stati Uniti. Se O’Brien non è certo una colomba allo stesso tempo mentre il suo predecessore era un interventista militare convinto la sua posizione si ispira di più a Reagan, che citò nel suo libro While America Slept, pubblicato nel 2016 durante la campagna elettorale con una introduzione di Bolton: “Di fronte alle nuove sfide mondiali, è tempo di tornare ad una politica di sicurezza nazionale fondata sulla pace attraverso la forza”.  In pratica è stessa dottrina di Trump.

Nello stesso libro O’Bien ha attaccato pesantemente l’accordo sul nucleare iraniano come segno di politica estera debole, paragonando l’intesa voluta da Obama addirittura all’accordo di Monaco che incoraggiò Hitler nel 1938. (Fonte: Ansa)