Afghanistan, offensiva marines a Helmand/ Diminuiti scontri con talebani, ora assistenza ai civili

Pubblicato il 4 Luglio 2009 16:02 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2009 16:02

Dopo una prima fase iniziale di furiosi combattimenti, la possente offensiva lanciata giovedi da 4 mila marines nella provincia meridionale afghana di Helmand per scacciare i talebani sta trovando ora una resistenza notevolmente diminuita, a quanto riferisce il New York Times.

Un portavoce dei marines, il capitano Bill Pelletier, ha dichiarato che allo stato attuale i talebani sferrano sporadici attacchi e poi si danno alla fuga in quella che ha definito una tattica di ”hit and run”. I marines hanno conquistato tre importanti centri abitati lungo un tratto di 120 km costeggiante il fiume Helmand, a sud di Laskhar Gah.

Memori dei danni collaterrali – la morte di civili – sia in Afghanistan che in Iraq, gli americani questa volta ci stanno andando piano, evitando l’uso di bombardamenti o incursioni aeree. La missione, infatti, è anche diretta a convincere le popolazioni locali che i marines sono lì per aiutarli e per proteggerli sia dai talebani che da attacchi di altri contigenti americani o della Nato.

”Il successo di questa operazione”, ha rilevato il capitano Pelletier, ”dipende da come la popolazione vede la nostra presenza, e non solo dall’andamento delle nostre operazioni militari contro il nemico”.

I pericoli per i marines non mancano, anche se i violenti scontri iniziali con i talebani sono diminuiti di intensità. I soldati Usa, in temperature di 44-45 gradi, sono continuamente esposti ad imboscate ed alla minaccia delle mine stradali durante la perlustrazione dei villaggi.

Inoltre, osserva il Times, non è chiaro se gli enti civili rappresentanti i governi afghano, americano e degli alleati sono disposti e preparati ad assumere il compito di stabilizzare e ricostruire rapidamente le aree per il momento abbandonate dai talebani.

”Essenzialmente”, ha dichiarato al Times un alto ufficiale militare americano, ”quello che i marines stanno cercando di fare è creare e sostenere nella provincia di Helmand una presenza produttiva che includa sia la forza delle armi contro il nemico che l’assistenza ai civili”.