Afghanistan, 2800 civili uccisi nel 2010: l’anno peggiore dal 2001

Pubblicato il 9 Marzo 2011 10:09 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2011 10:16

KABUL – Con 2.777 vittime, il 2010 è l’anno in cui sono morti più civili in Afghanistan dall’inizio dell’offensiva contro i talebani nel 2001. Lo rivela il rapporto annuale dell’Unama, la missione Onu di assistenza all’Afghanistan, e della commissione indipendente afghana per i diritti umani.

In particolare, lo scorso anno il bilancio delle vittime è cresciuto del 15% rispetto al 2009 e nel complesso nell’ultimo quadriennio le vittime civili sono state 8.832, in aumento anno dopo anno.

Commentando il rapporto in una conferenza stampa, Ivan Simonovic, assistente del Segretario generale dell’Onu per i Diritti umani, ha detto che in un anno in cui si è avuta una intensificazione del conflitto armato, con un ‘surge’ di attività da parte delle forze pro-governative, e con un maggiore uso di ordigni esplosivi e di assassinii da parte degli elementi anti-governativi, sono stati i civili afghani a pagare il prezzo più alto in termine di vite umane”.

Secondo le statistiche preparate dai responsabili dell’Onu e della Commissione per i diritti umani, agli insorti sono imputabili 2.080 civili morti (il 75% del totale, con +28% sul 2009) e alle forze filo-governative 440 vittime civili (16%, -26% sull’anno precedente), mentre non è stato possibile attribuire il restante 9% dei morti.

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