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Airbnb utilizzato per riciclare denaro sporco? I sospetti sugli hacker russi

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Airbnb utilizzato per riciclare denaro sporco? I sospetti sugli hacker russi

WASHINGTON – Paul Manafort, l’ex capo della campagna elettorale di Trump indagato nel Russiagate, non sarebbe l’unico ad aver usato il portale Airbnb per riciclare denaro. Secondo un articolo pubblicato sul Daily Beast a firma di Joseph Cox, infatti, i casi di riciclaggio di denaro sporco attraverso carte di credito rubate che passano attraverso il noto sito di affitti brevi sarebbero diversi. E molti sarebbero stati effettuati da forum russi.

Il Daily Beast ha trovato diversi post recenti, tutti risalenti all’ultimo anno, in forum in lingua russa in cui gli utenti cercavano persone che collaborassero nell’abuso del servizio di Airbnb.

Secondo Rick Holland, vice-presidente della azienda di cybersecurity Digital Shadows, queste operazioni si sarebbero servite di individui o gruppi che utilizzavano account Airbnb legittimi o rubati per effettuare prenotazioni e pagamenti con l’ospite-complice di Airbnb. 

Attraverso un gioco di commissioni e percentuali sui profitti e sulle transazioni si sarebbe arrivati al riciclaggio di denaro sporco. E l’operazione sembrerebbe essere riuscita non solo in Russia, ma anche all’estero.

Holland ha spiegato al Daily Beast: “Questo è l’ennesimo esempio di come i criminali si muovano nel mercato online e sulle piattaforme peer-to-peer. Airbnb non è l’obiettivo primario dell’azione. Al contrario, il portale stesso viene utilizzato per facilitare la frode attraverso i dati delle carte di credito. Come Airbnb sono usati altri siti di e-commerce e di money-transfer”.

Del resto lo stesso portale di affitti brevi nei suoi “termini e condizioni” scrive: “La verifica degli utenti su internet è difficile e noi non ci assumiamo alcuna responsabilità in merito alla conferma dell’identità dei membri”.

Nick Shapiro, di Airbnb, ha dichiarato al Daily Beast: “Noi abbiamo un sistema di rilevamento in tempo reale che valuta ogni prenotazione su Airbnb. Utilizziamo anche una strategia di difesa dalle frodi a molti livelli, e se abbiamo dubbi sull’attività di una carta di credito mettiamo in campo contromisure per essere certi che la carta di credito sia utilizzata dal suo possessore e non da altri. Cerchiamo anche di proteggere gli account di Airbnb anche attraverso l’autenticazione a più fattori”. Ma, come sottolinea il Daily Beast, nel mondo moderno l’utilizzo fraudolento di carte di credito è ormai semplicemente realtà.

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