Akademik Lomonosov: la Russia ha la sua prima centrale nucleare galleggiante

di Caterina Galloni
Pubblicato il 22 Agosto 2019 10:23 | Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2019 10:24
La Akademik Lomonosov, prima centrale nucleare galleggiante

La Akademik Lomonosov, prima centrale nucleare galleggiante (Foto Ansa)

ROMA –  Akademik Lomonosov è la prima centrale nucleare galleggiante  della Russia. E’ stata realizzata da Rosatom, la società pubblica russa che si occupa di energia nucleare, che la dichiara sicura: sarà infatti sottoposta ai test a Murmansk, porto di mare sulla baia di Kola, a 32 km dal Mare di Barents.

La centrale galleggiante russa, la seconda costruita al mondo dopo lo Sturgis americano, utilizzerà i due reattori KLT-40S di cui dispone per fornire calore ed energia elettrica alle case e per supportare le operazioni russe di estrazione nella zona dello Čukotka, ricca di risorse naturali. Rosatom, spera di avviarne la produzione e la vendita ai paesi in via di sviluppo e afferma di essere in trattativa con l’America Latina, Africa e Asia. Ha inoltre avuto colloqui con il Sudan al fine di utilizzare la centrale per la produzione di energia e con l’Argentina per la dissalazione dell’acqua marina.

Lo status giuridico di una centrale nucleare galleggiante e la sua gestione all’estero potrebbero tuttavia rivelarsi un problema. Rosatom non è ancora pronta per poter dire chi controllerebbe e gestirebbe un impianto venduto all’estero. “Restano irrisolti troppi interrogativi giuridici che potrebbero influire sulla sicurezza”, ha affermato Fomin di Greenpeace. 

Per progettare e costruire Akademik Lomosov – che sarà rimorchiata a Mumansk e inizierà un viaggio di 5.000 km fino a raggiungere Pevek per la messa in servizio – Rosatom ha impiegato dieci anni, sollevando timori per la sicurezza e per l‘impatto ambientale in caso di incidenti.

Il mese scorso, un test missilistico nucleare fallito in un sito militare nei pressi di Murmansk ha infatti provocato un picco di radiazioni in una città vicina. Rosatom afferma che la centrale galleggiante è sicura e, in caso di catastrofi naturali, “praticamente inaffondabile”; l’impianto sarà inoltre sorvegliato dalla Guardia Russa, ex truppe interne del ministero degli Interni.

La Lomonosov, secondo quanto dichiarato da Dmitry Alexeenko, vicedirettore di Rosatom “è indispensabile per l’economia, poiché l’infrastruttura e l’energia non possono essere collegate in tempi brevi attraverso montagne, vulcani di fango o la tundra”. Tuttavia, i gruppi ambientalisti hanno espresso preoccupazione per un possibile verificarsi di un’esplosione come accaduto nel 1986 alla centrale nucleare di Chernobyl, nell’attuale Ucraina. Nel 2017, Greenpeace ha organizzato una protesta nel cantiere navale baltico di San Pietroburgo, dove Lomonosov era sottoposta a test: “No ad una Chernobyl sul ghiaccio”, la richiesta dell’organizzazione ambientalista. 

Da San Pietroburgo lo scorso anno è salpato alla volta del porto di Murmansk. “Una centrale nucleare galleggiante è decisamente più vulnerabile alle minacce esterne e alle catastrofi naturali come ha dimostrato il disastro di Fukushima, anche se era un impianto a terra”, ha affermato Konstantin Fomin di Greenpeace Russia. 

Il lancio della Lomonosov, previsto a dicembre, è in un momento in cui le società di energia di tutto il mondo, Usa e Corea del Sud compresi, stanno vagliando la possibilità di costruire reattori su scala ridotta. 

Il costo totale della centrale galleggiante e la conferma di eventuali contratti esteri da parte di Rosatom saranno disponibili soltanto quando la tecnologia sarà completamente testata ma esperti di energia nucleare sostengono che dato il lungo lasso di tempo per costruirla, è improbabile che possa essere economica.

Lomosonov è dotata di di due reattori nucleari KLT-40S che utilizzano uranio a basso arricchimento, con una capacità di 70 megawatt/ora, pesa circa 21.500 tonnellate, all’interno ha una palestra, una piscina e un bar per i 342 membri dell’equipaggio.

Fonte: Financial Times