Al Capone nei libri di scuola a New York: italoamericani protestano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2015 1:48 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2015 1:49
Al Capone nei libri di scuola a New York: italoamericani protestano

Al Capone nei libri di scuola a New York: italoamericani protestano

NEW YORK – Basta con Al Capone nei libri di testo delle scuole di New York: la protesta arriva dall’Italian-American Action Network, associazione che difende i diritti della comunità, e ha già raccolto il plauso da non pochi italiani che vivono negli Stati Uniti.

L’organizzazione è sul piede di guerra e si dice indignata dal fatto che nei piani di studio delle scuole elementari e medie della Grande Mela vi siano anche una serie di libri che raccontano la storia del celebre gangster. La nota dolente riguarda il fatto che tali testi parlano di lui associandolo ai costumi della comunità italo-americana, e così facendo ne rilanciano un classico stereotipo negativo.

I libri ‘incriminati’ sono una serie di “Racconti da Alcatraz”, dove il boss di Chicago di origine italiana, uno dei criminali più famigerati del secolo scorso, noto anche con il soprannome ‘Scarface’, fu detenuto dal 1935 al 1939. Scritti da Gennifer Choldenko, secondo quanto riferisce il New York Post, i testi hanno titoli come “Al Capone lava le mie camicie”, o “Al Capone mi lucida le scarpe” o “Al Capone fa i miei compiti”.

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“Gli italoamericani rimangono l’ultimo gruppo etnico che a New York è possibile ricondurre a uno stereotipo negativo”, ha affermato John Fratta, presidente del Network, in una lettera inviata al Cancelliere scolastico della City, Carmen Farina. “E’ un fatto che accade su base quotidiana nei film, nei libri, negli spettacoli televisivi e nei videogiochi – ha aggiunto Fratta – e ora la città di New York permette che questi volumi rimangano sulla lista approvata per gli studenti delle scuole elementari e medie”.

Si tratta di testi “che hanno ricevuto consensi e onori da riviste letterarie in tutto il Paese”, ha invece ribattuto Harry Hatfield, portavoce del Dipartimento dell’Educazione, confermando che tali libri sono contemplati in alcuni piani di studio. “La lista dei libri da leggere – ha aggiunto – viene stilata dopo aver valutato che i titoli proposti siano appropriati per gli studenti e rispettino le diversità delle loro comunità”. Sino ad ora la richiesta dell’organizzazione degli italo-americani è sempre stata respinta. E, vista la chiusura del Dipartimento, pare difficile che possa essere esaudita anche in futuro.