Tunisi, 4 italiani morti e cinque feriti. Strage museo Bardo: 24 vittime

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2015 15:46 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2015 8:06
Al Jazeera: "Due italiani uccisi nell'attacco al museo di Tunisi"

Gli ostaggi nel museo Bardo

ROMA – Alla fine sono quattro gli italiani morti, più almeno altri 5 feriti nella strage al museo del Bardo di Tunisi. I numeri arrivano dall’ambasciata che rivede purtroppo al rialzo le cifre fornite qualche ora prima dal  ministero degli Esteri. Tutto era cominciato nel primo pomeriggio quando Al Jazeera aveva parlato di “due italiani morti”, notizia poi ribadita dal premier tunisino. Ma col passare delle ore il numero degli italiani vittime a Tunisi era diventato un vero e proprio mistero: il ministro degli Esteri Gentiloni aveva detto di non aver avuto alcuna conferma ufficiale dalle autorità tunisine, mentre altre fonti “locali” parlavano di 7 italiani morti e 1 in gravi condizioni. Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha detto che invece i morti sono 2 o 3. Molti degli italiani che si trovavano là erano piemontesi. Al museo Bardo di Tunisi mercoledì mattina c’è stato un attacco terroristico rivendicato dall’Isis con almeno 24 morti totali.

Dall’ambasciata, però, nella tarda serata arriva un nuovo bilancio: 4 morti e 5 feriti lievi. Tra le vittime due sono i  nomi certi: quello di un pensionato di Novara, Francesco Caldara e di un dipendente del comune di Torino, Orazio Conte. In un primo momento, per il pensionato,  si era parlato di ricovero in condizioni serie. Caldara, però, non ce l’ha fatta.

In serata è arrivato anche il primo commento di Matteo Renzi alla vicenda. Il premier si è affidato a un tweet: “In queste ore di dolore, con il cuore e con la mente siamo vicini alle famiglie dei nostri connazionali coinvolti nella tragedia di Tunisi”

Col passare delle ore, intanto, le informazioni continuano a essere frammentate. Di certo c’è che le 4 vittime italiane venivano tutte dalla nave da crociera Costa Fascinosa, ripartita poi da Tunisi giovedì mattina. Tra i turisti c’era un gruppo di circa 80 dipendenti del Comune di Torino. Due di loro, al momento, risultano ancora dispersi: si tratta di Anna Bagnale e Antonella Sesino. 

Una turista torinese fatta ostaggio dai terroristi ha parlato di due morti italiani, al telefono durante il sequestro. Il sindaco di Torino (torinesi sono 31 passeggeri di una nave da crociera che mercoledì hanno fatto visita al museo), Piero Fassino, ha detto di aver preso contatto con 2 ostaggi liberati e di non avere notizie di 4 persone sequestrate nel museo.

Vestiti come soldati ma terroristi: sono gli uomini che mercoledì mattina hanno assaltato un pullman di turisti a Tunisi. Siamo a pochi passi dal museo Bardo: i miliziani aprono il fuoco già in questa primissima fase dell’attacco, i primi morti sono nel pullman. Subito dopo corrono dentro il museo, dove i visitatori sono centinaia. Ancora fuoco, spari, ostaggi. Ci vorranno 3 ore per liberare tutto gli ostaggi.

Tra i feriti si contano 6 italiani, trasferiti in un ospedale di Tunisi. Coinvolti nel blitz anche alcuni passeggeri della Costa Fascinosa partita da Palermo. Tra di loro alcuni dipendenti del Comune di Torino: Carolina Bottari, 54 anni, impiegata presso l’ufficio Patrimonio dell’amministrazione comunale, suo marito, Antonietta Santoro, Antonella Fesino e Anna Bagnale. C’è anche Antonella Sesino, come ha detto all’Ansa il figlio Simone: “Ho saputo dell’attacco dalla televisione, all’ora di pranzo. Ho subito provata a chiamarla sul cellulare, ma non riesco a mettermi in contatto”.

Sereno Celestino, segretario del circolo ricreativo del Comune, ha detto a Repubblica Torino: “Eravamo 34 dipendenti, più 12 persone con lo stesso gruppo. Noi otto siamo andati con un taxi, altri con la gita organizzata. Ma non sappiamo i numeri precisi”. Secondo la Farnesina almeno altri 100 visitatori italiani sono stati messi in salvo dai militari tunisini.

Poche ore prima dell’attentato la polizia tunisina aveva arrestato sette membri di una cellula terroristica che addestrava miliziani da mandare in Siria: alcuni di loro avevano combattuto in Siria.

La Tunisia ha da poco completato il passaggio alla democrazia dopo le proteste del 2011 che hanno spinto il presidente Ben Ali a lasciare il potere. Il paese era ritenuto, nell’area nordafricana, relativamente tranquillo rispetto ad Algeria e Libia ma comunque a rischio infiltrazioni di gruppi terroristici.

Il museo Bardo è un museo archeologico: contiene la più ricca collezione di mosaici romani al mondo, perfettamente conservati. Foto Ansa e Twitter.