Alessandro De Ponti ferito a Erbil: trattative per rientro, pagherà spese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2015 8:58 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2015 8:58
Alessandro De Ponti ferito a Erbil: trattative per rientro, pagherà spese

Alessandro De Ponti ferito a Erbil: trattative per rientro, pagherà spese

ROMA – Alessandro De Ponti, l’attivista filocurdo di 23 anni ferito al confine tra Iraq e Siria, si trova ancora in stato di fermo a Erbil. La Farnesina ora ha attivato le trattative per riportare De Ponti in Italia, che è stato espulso dalle autorità locali e che dovrà rifondere le spese.

Eloisa Gallinaro per l’Ansa scrive che il giovane attivista originario di Treviglio, in provincia di Bergamo, ha una ferita leggera alla spalla e le sue condizioni sono buone, come confermato da Claudio Taruffi, capo dell’Unità di crisi della Farnesina:

“Non sono chiari, invece, il percorso e le ragioni che lo hanno portato da Treviglio (Bergamo) – da dove era partito a fine aprile – fino al Kurdistan iracheno, passando attraverso il confine siriano. La situazione del giovane, che è stato visitato da un medico, viene monitorata dal console italiano a Erbil e dall’ambasciata d’Italia a Baghdad, ma non ci sono “allarmi particolari”, ha detto Taruffi all’ANSA.

Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati sul ferimento di Alessandro che – a quanto si è appreso – la prossima settimana dovrebbe essere espulso dalle autorità locali. Una volta in Italia sarà sentito sui motivi del viaggio e sulle circostanze del suo ferimento. “Alessandro è un ragazzo non sprovveduto, che conosce molto bene la situazione geopolitica di quella zona”, raccontano gli amici a Treviglio, dove milita in un collettivo della sinistra antagonista, ‘Tanaliberatutti’.

E aggiungono che “in Kurdistan ci è andato come cooperante, perché ha a cuore quel Paese”. Una circostanza che, finora, non ha trovato riscontri, almeno nelle ong italiane. Sulla passione di Alessandro per il Kurdistan, invece, tutti concordano, e più di una volta è stato fotografato con la bandiera curda nel corso di manifestazioni.

Poco prima di partire, il 25 aprile, era stato denunciato per l’aggressione a un videoreporter, Emy Zanenga, reo di aver ripreso e pubblicato sul suo sito le immagini di un gruppetto di militanti di ‘Tanaliberatutti’ che contestavano il sindaco di Treviglio nel corso della cerimonia per la Liberazione. Ma Alessandro non è un violento, dicono ancora gli amici, che lo descrivono come “un giovane riservato, di poche parole”. La famiglia, comunque, tira un sospiro di sollievo. Dalla fine di aprile non si avevano più notizie di Alessandro che vive con la sorella minore e con la madre, Cristina Rivoltella”.