Yemen. Libero Alessandro Spadotto: rapito dalle tribù il 29 luglio

Pubblicato il 2 agosto 2012 23:19 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2012 8:35
Alessandro Spadotto

Alessandro Spadotto

ROMA – Alessandro Spadotto è libero. Il carabiniere di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, era stato rapito dalle tribù dello Yemen il 29 luglio. Spadotto era addetto alla sicurezza dell’Ambasciata italiana ed è stato sequestrato il 29 luglio a Sanaa nello Yemen.

La notizia della liberazione è arrivata dall’associazione italo-yemenita di Arhab Al Sarhi ed è stata confermata dalle autorità italiane. Spadotto ha poi chiamato a casa rassicurando i genitori sulle sue buone condizioni di salute e sul suo vicino rientro a casa.

Il carabiniere ”sta bene” ed è stato consegnato al sindaco di Marib, regione petrolifera ad est della capitale yemenita, dove era stato condotto dopo il sequestro. Il presidente dell’associazione italo-yemenita, Arhab Al Shari, ha spiegato che ora  si sta organizzando il trasferimento a Sanaa.

In un primo momento Spadotte era stato definito erroneamente dalla fonte yemenita citata da Reuters come “il diplomatico italiano”.

“Grandissima soddisfazione per la rapida soluzione del caso, resa possibile grazie alla straordinaria collaborazione fornita dalle autorita’ di Sanaa”. Lo sottolinea il ministro degli estri Giulio Terzi in una nota in cui la Farnesina conferma la liberazione di Alessandro Spadotto. ”Si tratta di un successo che e’ ancora una volta – aggiunge Terzi – il risultato del lavoro tenace e della grande professionalita’ dei funzionari dell’Unita’ di Crisi e di tutte le strutture dello Stato coinvolte”.

‘E’ tutto vero, me lo ha confermato la Farnesina: siamo felicissimi e se mi taglio le vene non viene nemmeno fuori sangue dall’emozione”. Sono le prime parole di Augusto Spadotto, il padre di Alessandro. ”Non l’abbiamo ancora sentito ma ci hanno detto che sta bene, che e’ tutto a posto. Grazie a tutti: alle istituzioni, al Paese, all’Arma, ad amici e parenti che ci sono stati vicini. Adesso lasciate libero il cellulare, devo sentire Alessandro…”.