Yemen, parla il rapitore: “Spadotto libero entro due giorni”

Pubblicato il 1 agosto 2012 9:41 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2012 10:25
Marina Polesel, madre di Alessandro Spadotto

Marina Polesel, madre di Alessandro Spadotto (Foto Ansa)

SANA’A (YEMEN) – Alessandro Spadotto, il carabiniere rapito in Yemen il 29 luglio, potrebbe essere liberato entro due giorni: lo ha detto all’agenzia di stampa yemenita Mareb Press il suo rapitore, , Ali Naser Huraidkan.

Spadotto è stato rapito domenica 29 luglio mentre, in abiti civili, era in giro per negozi vicino all’ambasciata in cui lavora come responsabile della sicurezza.

Il suo rapitore, appartenente alla tribù al-Jalalha, detto all’agenzia di stampa yemenita che Spadotto sarà “rilasciato nei prossimi due giorni” grazie agli sviluppi nelle “mediazioni in corso tra i capi tribù” e rappresentanti del governo centrale yemenita.

“Ho avuto un incontro ieri con una commissione di mediatori e ci rivedremo oggi – ha spiegato Huraidkan – Ieri abbiamo raggiunto alcuni obiettivi e spero che la questione venga risolta in modo da poterlo liberale oggi o domani. Al governo italiano non ho alcuna richiesta” da formulare.

Huraidkan ha detto di non appartenere a partiti politici o organizzazioni terroristiche. “Le mie richieste sono personali, tra me e lo Stato yemenita. Il rapimento dell’italiano è un mero esercizio di pressione sul govermo yemenita”, ha spiegato.

Le richieste fatte dal rapitore a Sana’a sono l'”annullamento del divieto di espatrio, un risarcimento economico e la restituzione delle somme di denaro che mi sono state sottratte durante la prigionia”.

Huraidkan era stato arrestato a gennaio con l’accusa di aver ucciso alcuni soldati yemenita, ma era stato poi liberato in cambio del rilascio di un operatore norvegese dell’Onu che era stato rapito dalla sua tribù.