Alice Gruppioni uccisa in luna di miele. Famiglia fa causa a Los Angeles

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2014 15:15 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2014 15:16
Alice Gruppioni uccisa in luna di miele. Famiglia fa causa a Los Angeles

Alice Gruppioni uccisa in luna di miele. Famiglia fa causa a Los Angeles

LOS ANGELES – Un anno fa la tragedia: era il 3 agosto del 2013 quando un’auto travolse e uccise Alice Gruppioni, giovane imprenditrice bolognese, sulla Venice Beach Boardwalk, mentre era in viaggio di nozze. Oggi la sua famiglia chiede giustizia per quell’immenso e inspiegabile dolore e ha fatto causa alla città e alla contea di Los Angeles. Il caso è stato portato dinanzi alla Corte superiore di Los Angeles dal marito, rimasto precocemente vedovo, Christian Casadei, e dai genitori, Valerio Gruppioni e Barbara Michelini.

I familiari della ragazza, dirigente dell’azienda di famiglia Sira Group a Rastignano di Pianoro (Bologna) accusano la città e la contea di aver causato la morte di Alice per via delle condizioni di pericolo a cui il pubblico viene sottoposto sul lungomare pedonale di Venice Beach. Sotto accusa, naturalmente, è anche Nathan Campbell, il conducente della Dodge Avenger che investì Alice e ferì altre 16 persone, per negligenza e altri torti intenzionali.

Nei confronti di Campbell è in corso anche il processo penale: l’11 agosto la Corte indicherà la data di inizio del dibattimento, la selezione della giuria è prevista la settimana del 21. Nel processo, che durerà due-tre settimane, verrà chiamato a testimoniare il marito, che rimase ferito quando l’auto piombò sulle persone e uccise la sua giovane moglie.

Nella causa civile i familiari, assistiti dall’avvocato Greg Bentley dello studio SBEB LLP, sostengono che città e contea abbiano violato il codice 835 della California per la pericolosità del marciapiede e della proprietà adiacente, sottolineando che le condizioni pericolose comprendono anche la mancanza di barriere e piloni adeguati.

L’avvocato Bentley a gennaio aveva inoltrato un claim al Governo della California, dopo aver fatto indagini sugli incidenti e sulla sicurezza della Venice Beach Boardwalk.

“La legge e le aspettative presso le agenzie governative sono chiare, la città e la contea devono proteggere le migliaia di persone che da tutto il mondo vi si riversano, e devono anche proteggerle dal possibile comportamento intenzionalmente criminoso di altri.

Qui – sostiene il legale – la città e la contea sapevano che più di 15 auto circolavano sul marciapiede ogni giorno, nel periodo della disgrazia, cosa che è completamente inammissibile dal punto di vista di pubblica sicurezza. Questa tragedia avrebbe potuto non essere mai avvenuta”.

Alice Gruppioni, i funerali a Pianoro con la bara dorata (Foto Lapresse)