Amanda Knox: la pandemia di coronavirus come il carcere. I suoi consigli per sopravvivere al 2020

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2020 15:54 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2020 15:54
Amanda Knox: la pandemia di coronavirus come il carcere. I suoi consigli per sopravvivere al 2020

Amanda Knox: la pandemia di coronavirus come il carcere. I suoi consigli per sopravvivere al 2020 (foto Ansa)

Amanda Knox, assolta dall’accusa di omicidio di Meredith Kercher, paragona la pandemia di coronavirus al carcere e dà consigli per affrontarla

Amanda Knox dà consigli per sopravvivere nell’anno della pandemia di coronavirus. Lo fa in un post pubblicato sul blog Forge con il titolo “L’arte di essere perduti”. 

Un pezzo in cui la ex studentessa americana in Italia, assolta dall’accusa di omicidio nei confronti della coinquilina Meredith Kercher, paragona il senso di smarrimento diffuso tra gli americani a quello che lei stessa ha provato nel suo periodo in prigione in Italia dopo l’omicidio di Perugia. 

“La vita è una serie continua di problemi, ma i problemi sono anche opportunità”, scrive Amanda Knox,  33 anni. “Ci sono voluti anni prima che fossi definitivamente assolta per un crimine che non avevo commesso. Ancora non so se riuscirò mai a ripulire del tutto la mia reputazione o se qualcosa avrà mai un impatto sulla mia vita forte come quel trauma. Mi sento perennemente persa. Quest’anno, il resto del Paese si è unito al mio stato d’animo. All’improvviso, tutti stanno cercando di fare del proprio meglio per uscire da una situazione di me***. Siamo alla deriva. Una sensazione a me profondamente familiare”.

Una libertà complicata

Amanda Knox racconta anche il periodo dopo l’assoluzione. “Una volta tornata in libertà, la mia immeritata notorietà è stata un problema. Non potevo andare a scuola senza essere seguita dai paparazzi. Non potevo trovare un lavoro: chi mi avrebbe assunta con quel bagaglio? Fare amicizia o trovare l’amore al di fuori delle mie conoscenze precedenti era fuori discussione. E una volta che mi son iscritta sui social network, ho ricevuto una valanga di odio, misoginia, minacce di morte da parte di sconosciuti. Ma anche quel problema è diventato un’opportunità per migliorare me stessa”.

Da lì infatti Knox dice di aver avuto lo spunto per “trasformare questa condizione in una risorsa, per raccontare i vari problemi del nostro Paese. Oggi la nostra società è perduta, ma ciò che è stato vero per me, lo è per tutti. La pandemia ha devastato la nostra economia, ma ha messo finalmente al centro del dibattito la necessità di un’entrata minima sicura per tutti”.

Quindi, prendendo spunto dalle violenze della polizia sugli afroamericani: “La piaga della brutalità della polizia ha portato a scontri violenti, ma anche a un movimento enorme che vuole ricostruire da zero la sicurezza pubblica. La crisi costituzionale ci ha portati ad essere oggi più politicamente attivi di quanto non siamo mai stati in generazioni. Siamo perduti, ma impegnati. Perciò, quando vi sveglierete domani, e sarete ancora nel 2020, chiedete a voi stessi: cosa posso costruire in questo inferno, che nel più vecchio e più semplice mondo di prima non potevamo neanche immaginare?”, conclude Knox. (Fonte: Forge)