Amanda Knox dopo il carcere: “Attacchi di panico, stanza spoglia come la cella”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2013 14:11 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2013 14:11
Amanda Knox

Amanda Knox

SEATTLE – Amanda Knox, quando è tornata a Seattle dopo gli anni passati in carcere in Italia, ha voluto una stanza spoglia come la sua cella. Ha lavato i panni a mano, la madre le ha ricordato che in casa c’era la lavatrice. Ha sofferto di attacchi di panico incontrando sconosciuti in strada. In un’intervista alla Abc, la Knox, accusata poi assolta per l’omicidio di Meredith Kercher, ha raccontato la sua vita dopo la galera.

«Continuo ad avere attacchi di panico e incubi, ogni volta che vedo uno sconosciuto per la strada penso che sia un prigioniero che ho conosciuto. Quando succede scoppio a piangere e non riesco più a respirare».

Ha iniziato una difficile psicoterapia: «Ho cominciato a parlare di quanto fosse stato difficile tornare a casa e tornare in un mondo famigliare, ma mi sentivo come se dovessi imparare tutto da capo – ha raccontato Amanda – Dopo un po’ cominciavo a piangere. Non riuscivo più a parlare e dovevo andarmene. Lasciavo a metà la seduta e me ne andavo. Il mio ragazzo mi veniva a prendere e passavo il resto della serata a piangere».

La madre di Amanda ha aggiunto che sua figlia avrebbe mantenuto anche alcune abitudini prese in carcere: appena tornata, infatti, Amanda avrebbe pulito la sua stanza, lasciandola spoglia come una cella. «È stata travolta da questa esperienza così forte – dice la madre – L’ho vista lavarsi a mano i vestiti e ho dovuto dirle che in casa avevamo la lavatrice e che poteva usarla».