Trovati in fondo all’oceano i resti di un aereo. Forse è di Amelia Earhart

Pubblicato il 18 agosto 2012 18:39 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2012 19:16
Amelia Earhart, leggendaria aviatrice scomparsa nel Pacifico

Amelia Earhart (Foto Ansa)

ROMA – Che fine ha fatto Amelia Earhart, la leggendaria aviatrice americana che scomparve nel Pacifico insieme al suo aereo? Dopo 75 anni questa domanda potrebbe trovare una risposta. Amelia sparì nel nulla mentre tentava di entrare nella storia: diventare la prima donna a compiere il giro del mondo in aereo. Ora, un team di ricercatori potrebbe aver finalmente ritrovato i resti del suo aereo. Un video subacqueo girato settimane fa a Nikumaroro, un’isola nello Stato di Kiribati (Oceania), mostra una distesa di detriti sul fondale.

Il video sarebbe stato girato un mese fa dai ricercatori che fanno parte del Gruppo internazionale per il recupero di velivoli storici (Tighar), durante una spedizione (dal costo di 22 milioni di dollari) sull’isola di Nikumaroro, 2.900 km a nordest di Honolulu, dove si ipotizza si sia inabissato il ‘Lookheed Electra’ sul quale viaggiavano la Earhart e il suo navigatore Fred Noonan.

I due scomparvero nel nulla il 2 luglio 1937, mentre erano in volo dalla Nuova Guinea all’isola di Howland, un piccolo atollo praticamente nel mezzo dell’oceano Pacifico. Amelia Earhart, che nel 1932 divenne la prima donna a compiere in solitario la trasvolata dell’Atlantico, (con un volo di 15 ore da Terranova a Londonderry, nell’Irlanda del Nord), si era imbarcata nell’avventura con la speranza di conquistare il primato di essere la prima donna a compiere il giro del mondo in aereo. All’epoca le ricerche non portarono ad alcun esito e da allora regna il mistero totale sulla sorte dei due aviatori. La morte di Earhart venne poi formalmente dichiarata il 5 gennaio del 1939.

Le ricerche del Tighar sono state caratterizzate da non pochi problemi a causa delle condizioni avverse del mare al largo dell’isola di Nikumaroro. Lo stesso Richard Gillespie, direttore del ‘Tighar’, ha detto che, una volta sperimentate le condizioni del mare, i ricercatori sapevano che sarebbe stato impossibile trovare ”un aereo intatto”. Un segmento del video girato dai ricercatori, e analizzato poi dall’esperto forense di immagini Jeff Glickman, mostra una distesa di detriti artificiali che il team ritiene possa appartenere all’aereo della Earhart. ”Siamo alle fasi preliminari, ma abbiamo scoperto detriti artificiali nel luogo in cui avevamo ipotizzato di poterli ritrovare se la nostra teoria sull’aereo si rivelera’ esatta”, ha detto Gillespie.

L’annuncio di oggi, tra l’altro, giunge ad un giorno dalla trasmissione di uno speciale sulla spedizione della Tighar su Discovery Channel. Al momento gli esperti hanno esaminato solo il 30% delle immagini. ”Non vogliamo dare per certo il ritrovamento perché ci vogliono più prove. E’ incoraggiante il fatto di aver ritrovato i detriti. Se si rivelano appartenere al relitto dell’aereo allora si tratterà di capire come tornare su quei fondali e osservarli meglio”, ha detto Gillespie.