America Latina, gay in divisa/ Vietati in Perù, ammessi in Uruguay

Pubblicato il 15 maggio 2009 14:53 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2009 14:53

Cambia e si divide l’America latina. L’ultimo esempio delle due anime opposte di un Continente in piena espansione si registra in Perù e in Uruguay, a quanto scrive La Repubblica in una corrispondenza da Lima di Daniele Mastrogiacomo.

Mentre a Lima, il governo vara un decreto che vieta l’ingresso nelle forze di polizia a gay, lesbiche e perfino a chi ha relazioni extraconiugali, a Montevideo il ministro della Difesa rompe una tradizione storica centenaria e liberalizza l’ingresso nelle forze armate anche agli omosessuali.

I due provvedimenti sono stati approvati in questa stessa settimana. In Perù, è stato il ministro dell’Interno Mercedes Cabanillas, ribattezzata dai media la “Thatcher peruviana” per le sue misure draconiane che limitano e discriminano i diritti dei poliziotti, a presentare il decreto poi approvato nell’ultimo consiglio dei ministri presieduto da dal presidente Alan Garcia.

Lo storico machismo uruguaiano è stato invece infranto dal ministro della Difesa José Bayardi. Con un decreto approvato dal governo e controfirmato dal presidente Tabarè Vasquez, ha informato tutti i vertici dell’Esercito, dell’Aeronautica e della Marina sulle nuove disposizioni.

Da oggi anche gay e lesbiche potranno entrare a far parte delle forze armate, con «eguali diritti e avanzamenti di carriera». Con la sua lettera ai comandanti, il ministro ha voluto sottolineare il significato politico e etico del provvedimento.

«In questo modo», scrive Bayardi, «si modificano le condizioni d’ingresso nella scuola di formazione degli ufficiali in modo da eliminare le restrizioni esistenti in funzione dell’orientamento sessuale dei postulanti».