Anatoly Moskvin, il famoso profanatore di tombe chiede di essere dimesso da ospedale psichiatrico

di Caterina Galloni
Pubblicato il 8 Novembre 2020 7:30 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2020 12:16
Anatoly Moskvin

Anatoly Moskvin

Il famoso profanatore di tombe Anatoly Moskvin chiede di essere dimesso dall’ospedale psichiatrico per andare a vivere con la sua fidanzata.

Anatoly Moskvin, 53, profanatore di tombe che nel 2001 fu internato in ospedale psichiatrico russo dopo aver prelevato i cadaveri di 29 bambine per la sua “collezione di bambole” da tenere in casa, chiede di essere dimesso così da poter andare a vivere con la nuova fidanzata.  

Moskvin, 53 anni, di Nizhny Novgorod, Russia, un tempo stimato linguista e filologo, trasformava i cadaveri delle bambine da lui mummificati in “bambole”, le vestiva e le teneva in casa.

Ha sempre rifiutato di mostrare pentimento nei confronti dei genitori delle bambine, di cui festeggiava ciascun compleanno nella camera da letto.

I genitori di Moskvin, che vivevano nello stesso appartamento, all’epoca avevano affermato di essere all’oscuro della macabra attività del figlio.

La profanazione delle tombe

Il profanatore di tombe si è rifiutato di chiedere scusa ai genitori delle vittime mentre era presente a un’udienza in cui sperava di ottenere le dimissioni dall’ospedale psichiatrico così da prendersi cura dell’anziana madre e vivere con la nuova fidanzata.

“A mio avviso non ci sono genitori. Non ne conosco nessuno. Hanno seppellito le loro figlie, e in quel momento i loro diritti credo siano finiti”.

“Non mi scuso”, ha detto Moskvin.

In precedenza aveva detto ai genitori delle vittime: “Avete abbandonato le bambine al freddo, io le ho portate a casa e le ho riscaldate”.

Nel febbraio 2013, un altro processo ha approvato un’estensione del suo trattamento psichiatrico, nuovamente esteso nell’aprile 2014 e successivamente anche nel luglio 2015.

Il cadavere mummificato di Olga Chardymova, uccisa brutalmente nel 2002 all’ età di 10 anni da un tossicodipendente, era uno dei 29 che ha trasformato in bambole.

Le vittime avevano tra i tre e i 12 anni e nel torace di alcune aveva inserito un carillon.

Natalia Chardymova, la mamma di Olga, all’infinito dolore per la perdita della figlia si aggiunse quello di scoprire la tomba orribilmente violata, pochi giorni dopo aver celebrato il funerale.

Ha chiesto l’internamento a vita di Moskvin. Olga, spiega Natalia, “è stata sepolta senza nome per impedirgli di ritrovare la tomba nel caso venga dimesso”.

La madre di Moskvin, Elvira, 77 anni, ha detto: “Vedevamo le bambole ma non sospettavamo che fossero cadaveri. Pensavamo fosse il suo hobby realizzare bambole grandi e non ci vedevamo niente di sbagliato”.

Ha affermato che il tribunale era prevenuto nei confronti del figlio che “non era in grado di vivere nella società, lavorare o sposarsi”. (Fonte: Daily Mail)