La spia “Anna la rossa” fu tradita dal suo capo. Putin: “Per lui una brutta fine”

Pubblicato il 12 Novembre 2010 11:05 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2010 11:28

Anna Chapman posa per Maxim Russia

A tradire le dieci spie russe arrestate nel giugno scorso negli Stati Uniti sarebbe stato il loro “controllore” di Mosca. La notizia è stata pubblicata ieri dall’autorevole quotidiano Kommersant e ha suscitato un putiferio in Russia. I dieci, tra cui l’ormai celeberrima Anna Chapman, detta Anna la Rossa, rientrarono in Russia grazie ad uno scambio.

Secondo Fabrizio Dragosei del Corriere della Sera, “per la Russia è un colpo gravissimo, paragonabile a quello che fu inferto tra il 1992 e il 1995 dall’archivista Vasilij Mitrokhin che consegnò agli inglesi casse piene di documenti sull’attività del Kgb all’estero. E per gli americani una specie di vendetta dopo che negli anni Ottanta e fino al Duemila era stata Mosca a poter contare sulle soffiate di due importantissime talpe: Aldrich Ames, che alla Cia era responsabile dell’analisi delle operazioni sovietiche, e Robert Hanssen che all’Fbi aveva l’incarico di cercare le spie russe infiltrate. A Mosca lo scoop del Kommersant ha riacceso la guerra tra i servizi e c’è chi ipotizza il ritorno a un unico grande centro, come ai tempi sovietici, con l’Svr assorbito dall’Fsb che invece si occupa oggi solo dello spionaggio interno”.

“Tra l’altro il colonnello Shcherbakov avrebbe una figlia che lavora negli Stati Uniti e un figlio nel servizio russo antidroga che sarebbe andato all’estero poco prima della fuga del colonnello. Shcherbakov avrebbe segnalato agli americani l’esistenza della rete clandestina già dieci anni fa. Alcuni degli illegali, come la famosa Anna Chapman che dopo aver posato per riviste maschili ora inizia una carriera da conduttrice televisiva, sarebbero stati innocui. Ma altri avrebbero invece ottenuto informazioni rilevanti”.

“Tutti gli agenti scoperti sono stati accolti a Mosca da Vladimir Putin (anche lui ex del Kgb) e premiati. In quanto al «traditore», lo stesso primo ministro ha detto che si deve aspettare «una brutta fine». Secondo una fonte del Cremlino citata da Kommersant, per il colonnello sarebbe già partito «un Mercader». E Ramon Mercader era il killer mandato da Stalin in Messico ad ammazzare con una piccozza il «traditore» Trotskij”.