Anonymous contro il Vaticano, attacco sventato

Pubblicato il 3 Marzo 2012 19:56 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2012 21:16

ROMA, 3 MAR – Gli attivisti di ''Anonymous'' avrebbero tentato un attacco al sistema internet del Vaticano. Un attacco fallito. La notizia e' stata lanciata nei giorni scorsi dal New York Times e nelle ultime ore e' rimbalzata su alcuni siti italiani, ma non ha mai trovato conferme ufficiali. Anche oggi, fonti vaticane non hanno voluto commentare.

L'attacco degli hacker sarebbe avvenuto lo scorso agosto, interessando anche i giorni in cui si e' svolta la Giornata Mondiale della Gioventu' con il viaggio del Papa a Madrid e lo stesso sito della Gmg sarebbe stato nel mirino. La vicenda prende le mosse da un report di una societa' californiana di sicurezza informatica, Imperva, che ha pubblicato un rapporto in cui rivela i dettagli di un attacco di ''Anonymous'' protrattosi per 25 giorni nell'agosto 2011. In realta', il rapporto, denominato Anatomia di attacco di Anonymous e disponibile sul sito della societa', non cita mai la Santa Sede. Anche dal Vaticano non arrivano conferme in merito ad uno sventato attacco. Ma il New York Times fa riferimento a due persone coinvolte nell'analisi che avrebbero confermato come il caso esaminato da Imperva, che mette a nudo le strategie degli hacker di Anonymous e' proprio quello di un attacco, andato a vuoto, ai siti internet vaticani.

Il report descrive tre fasi di attacco. La prima e' quella di una campagna mediatica con cui vengono postati messaggi, foto, video, link ad articoli, sia su siti internet sia su vari canali e social network – Facebook, Twitter, YouTube – allo scopo di reclutare hacker disponibili ad agire. Il secondo step e' quello in cui viene studiato il bersaglio da colpire e i suoi punti deboli e in questa fase, nel caso proposto dal documento di Imperva, gli hacker non riuscirono a individuare delle falle utili al loro scopo. Si e' passati quindi al terzo passaggio, quello di un attacco DDoS (Distribuited Denial of Service) per far crashare i siti. Ma, secondo quanto riporta la societa' californiana, senza esito.