Anthony Avalos torturato a morte a 10 anni perché gay, autopsia: bruciature, tagli e lividi sul corpo e sul volto

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 dicembre 2018 14:55 | Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2018 14:55
Anthony Avalos torturato a morte a 10 anni perché gay, autopsia: bruciature, tagli e lividi sul corpo e sul volto

Anthony Avalos torturato a morte a 10 anni perché gay, autopsia: bruciature, tagli e lividi sul corpo e sul volto

LOS ANGELES – Anthony Avalos, il bambino di 10 anni torturato a morte in California, secondo l’accusa dalla madre e dal patrigno, quando venne portato in ospedale ormai in fin di vita aveva gli occhi infossati, bruciature su tutte le parti del corpo, lividi e cicatrici sulla schiena, sui piedi e sul sedere e tagli sotto ai capezzoli. 

Il bambino è morto il scorso 21 giugno in un ospedale della contea di Los Angeles. A portarlo lì è stata la madre,  Heather Maxine Barron, 28 anni, che si è decisa a farlo ricoverare solo quando il piccolo non era più nemmeno in grado di alzarsi, stremato dalle botte e dal digiuno a cui era sottoposto. 

Proprio la madre e il compagno di lei, Kareem Ernesto Leiva, di 32 anni, sono accusati della morte del piccolo. Sarebbero stati loro, secondo l’accusa, a torturarlo fino ad ucciderlo, anche spegnendogli sigarette sul volto e costringendo i suoi stessi fratellini a prenderlo a botte. 

Per giorni Anthony è stato torturato, privato di cibo e lasciato senza la possibilità di andare in bagno. Alla fine, quando non era più nemmeno in grado di alzarsi, sua madre ha chiamato i soccorsi e ha detto loro che il bimbo era caduto dalle scale. Ma ovviamente era una versione che non reggeva. 

Lei e il compagno sono stati arrestati. Entrambi hanno respinto ogni addebito. Ma una zia di Anthony sostiene che la coppia avrebbe anche abusato sessualmente del bambino, e ha ricordato di aver comunicato i propri sospetti al Dipartimento dei servizi per la famiglia già nel 2015. A scatenare quest’ultima, letale, ondata di violenza nei confronti del bambino sarebbe stata la sua decisione di dichiararsi gay.