Appaz Iliev, è morto l’uomo più vecchio del mondo. Aveva 123 anni

di Caterina Galloni
Pubblicato il 15 maggio 2019 6:20 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2019 19:26
Appaz Iliev, è morto l'uomo più vecchio del mondo. Aveva 123 anni

Appaz Iliev, è morto l’uomo più vecchio del mondo. Aveva 123 anni

ROMA – Morto a 123 anni Appaz Iliev che sosteneva di essere la persona più longeva del mondo, nato nel 1896. Il pastore, che viveva in Caucaso, nella repubblica d’Inguscezia, vicino alla Georgia, raccontava di essere nato nel periodo in cui regnava l’ultimo zar russo Nicola II, di aver combattuto nella prima guerra mondiale e poi esonerato, a 45 anni, nel secondo grande conflitto.

Iliev, i cui dati anagrafici sono andati persi per cui non è stata mai verificata l’età, attribuiva la longevità alle 11 ore di sonno a notte, andava a dormire alle 19:00 e si alzava alle 6 del mattino per prendere cura del gregge di 800 pecore. Ha evitato il più possibile medici e farmaci anche se a 121 anni ha subito un intervento chirurgico agli occhi per la cataratta. L’alimentazione: solo verdure fresche del suo orto e carne locale del villaggio di Guli tra le montagne del Caucaso, latte e acqua di sorgente. Iliev raccontava di aver iniziato a lavorare come pastore a sette anni, aver poi combattuto per l’Armata Rossa nella guerra civile russa del 1917-22, ma a 45 anni fu considerato troppo vecchio per combattere nella seconda guerra mondiale e diventò un autista di trattori.

Nel 1944 fu deportato da Stalin insieme ad altre persone di etnia Ingus in Kazakistan, dove visse in esilio in estrema povertà.. Dando la notizia della morte di Iliev, il governatore della regione Yunus-bek Yevkuro, su Instagram ha scritto:”Appaz Lorosovich ha vissuto cambiamenti di epoche e generazioni, ha cresciuto 8 figli, ha avuto 35 nipoti e più di 20 pronipoti, è sempre stata una persona cordiale che amava la vita, me ne sono convinto più di una volta durante gli incontri personali”. Secondo l’ufficio stampa di Yevkurov, lunedì scorso l’ultracentenario è stato ricoverato all’ospedale regionale in gravi condizioni con insufficienza delle funzioni vitali di vari organi. Finito in coma, non si è mai più ripreso.

Riflettendo sulla sua lunga vita, Iliev una volta aveva detto ai giornalisti: “Valuta quello che hai e condividilo con gli altri”. Sebbene fosse definito “l’uomo più longevo della Russia”, non imparò mai il russo, parlava solo la lingua inguscia. Nella lista dei più longevi al mondo c’è Jirōemon Kimura: un supercentenario giapponese, vissuto 116 anni e 54 giorni che ha conquistato, mantenendolo tuttora, il primato di uomo più longevo di tutti i tempi. La più anziana vivente è Kane Tanaka, giapponese, che ha 116 anni e 127 giorni. Ha reclamato il titolo dopo la morte del 117enne Chiyo Miyako nel 2018. Al momento la supercentenaria che vanta il titolo di donna più vecchia del mondo, e di cui è stato possibile accertare l’autenticità dei dati, è Sarah Knauss Allentown, Pennsylvania, Stati Uniti, morta nel 1999 a 119 anni e 97 giorni. Alcuni tuttavia attribuiscono il titolo alla francese Jeanne Calment, che al momento della morte, nel 1997, sembra avesse 122 anni e 164 giorni ma rimane un caso controverso. Nel 2018, scrive Wikipedia, il gerontologo russo Valery Novoselov ha ipotizzato che la Calment sia morta di pleurite nel 1934 a 59 anni di età, e che sua figlia Yvonne (che allora aveva 36 anni e morì a 99) abbia usurpato la sua identità per evitare una tassa di successione. Fonte: Daily MailMorto a 123 anni Appaz Iliev che sosteneva di essere la persona più longeva del mondo, nato nel 1896. Il pastore, che viveva in Caucaso, nella repubblica d’Inguscezia, vicino alla Georgia, raccontava di essere nato nel periodo in cui regnava l’ultimo zar russo Nicola II, di aver combattutto nella prima guerra mondiale e poi esonerato, a 45 anni, nel secondo grande conflitto. Iliev, i cui dati anagrafici sono andati persi per cui non è stata mai verificata l’età, attribuiva la longevità alle 11 ore di sonno a notte, andava a dormire alle 19:00 e si alzava alle 6 del mattino per prendere cura del gregge di 800 pecore. Ha evitato il più possibile medici e farmaci anche se a 121 anni ha subito un intervento chirurgico agli occhi per la cataratta. L’alimentazione: solo verdure fresche del suo orto e carne locale del villaggio di Guli tra le montagne del Caucaso, latte e acqua di sorgente. Iliev raccontava di aver iniziato a lavorare come pastore a sette anni, aver poi combattuto per l’Armata Rossa nella guerra civile russa del 1917-22, ma a 45 anni fu considerato troppo vecchio per combattere nella seconda guerra mondiale e diventò un autista di trattori. Nel 1944 fu deportato da Stalin insieme ad altre persone di etnia Ingus in Kazakistan, dove visse in esilio in estrema povertà.. Dando la notizia della morte di Iliev, il governatore della regione Yunus-bek Yevkuro, su Instagram ha scritto:”Appaz Lorosovich ha vissuto cambiamenti di epoche e generazioni, ha cresciuto 8 figli, ha avuto 35 nipoti e più di 20 pronipoti, è sempre stata una persona cordiale che amava la vita, me ne sono convinto più di una volta durante gli incontri personali”. Secondo l’ufficio stampa di Yevkurov, lunedì scorso l’ultracentenario è stato ricoverato all’ospedale regionale in gravi condizioni con insufficienza delle funzioni vitali di vari organi. Finito in coma, non si è mai più ripreso. Riflettendo sulla sua lunga vita, Iliev una volta aveva detto ai giornalisti: “Valuta quello che hai e condividilo con gli altri”. Sebbene fosse definito “l’uomo più longevo della Russia”, non imparò mai il russo, parlava solo la lingua inguscia. Nella lista dei più longevi al mondo c’è Jirōemon Kimura: un supercentenario giapponese, vissuto 116 anni e 54 giorni che ha conquistato, mantenendolo tuttora, il primato di uomo più longevo di tutti i tempi. La più anziana vivente è Kane Tanaka, giapponese, che ha 116 anni e 127 giorni. Ha reclamato il titolo dopo la morte del 117enne Chiyo Miyako nel 2018. Al momento la supercentenaria che vanta il titolo di donna più vecchia del mondo, e di cui è stato possibile accertare l’autenticità dei dati, è Sarah Knauss Allentown, Pennsylvania, Stati Uniti, morta nel 1999 a 119 anni e 97 giorni. Alcuni tuttavia attribuiscono il titolo alla francese Jeanne Calment, che al momento della morte, nel 1997, sembra avesse 122 anni e 164 giorni ma rimane un caso controverso. Nel 2018, scrive Wikipedia, il gerontologo russo Valery Novoselov ha ipotizzato che la Calment sia morta di pleurite nel 1934 a 59 anni di età, e che sua figlia Yvonne (che allora aveva 36 anni e morì a 99) abbia usurpato la sua identità per evitare una tassa di successione. Fonte: Daily Mail