Apple contro la fuga di notizie: chi “tradisce” l’azienda rischia l’arresto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 aprile 2018 20:35 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2018 20:35
Apple minaccia i dipendenti autori di fughe di notizie: cause e arresti

Apple contro la fuga di notizie: chi “tradisce” l’azienda rischia l’arresto

ROMA – Stretta di Apple contro la fuga di notizie, che minaccia i traditori dell’azienda con azioni legali e accuse penali: solo nel 2017, 12 persone sono state arrestate.
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La società di Cupertino ha annunciato il pugno duro contro i responsabili dei “leak”, cioè delle fughe di notizie sui suoi prodotti, in un documento in cui ammonisce i dipendenti a diffondere le informazioni e agita lo spettro di azioni legali e accuse penali. Compresi gli arresti. “Queste persone non solo perdono il lavoro ma possono avere grandi difficoltà anche a trovarne uno altrove”, minaccia il colosso tecnologico nel documento interno che, ironia della sorte, viene trafugato e pubblicato sul sito di Bloomberg.

Le informazioni riservate, poi trapelate, riguarderebbero un incontro avvenuto all’inizio dell’anno scorso in cui Craig Federighi, responsabile software di Apple, spiegò ai dipendenti che alcune funzionalità previste per l’iPhone sarebbero state posticipate. E ci sarebbe stata una fuga di notizie anche su un aggiornamento inedito su iPhone X ed Apple Watch.

Nel 2017 – riporta Bloomberg – sono state scoperte 29 persone responsabili di fuga di notizie, 12 sono state arrestate. Tra questi c’erano impiegati Apple, ‘contractors’ e qualche partner nella catena dei fornitori.  “Uno scoop sui nostri prodotti può generare traffico massiccio per un sito e benefici finanziari, ma l’impiegato che cede notizie ha tutto da perdere – scrive Cupertino -. L’impatto di un ‘leak’ va molto oltre le persone che lavorano ad un progetto, mina anni di lavoro sui prodotti e lo sforzo di migliaia di persone”.

A pubblicare l’informativa interna dell’azienda è stata Bloomberg, non nuova a indiscrezioni su Apple. La testata negli anni è riuscita ad avere informazioni sui modelli di iPhone ma anche sulle caratteristiche del sistema operativo. Poi sono inevitabilmente rimbalzate su altri media, togliendo così la sorpresa e la freschezza agli eventi ufficiali della società.

La fuga di notizie più clamorosa di Apple, ma fu un autogol, fu l’iPhone 4 dimenticato da un ingegnere in un bar di Cupertino: un leak praticamente ufficiale tanto che i più maliziosi pensarono fosse una mossa studiata dall’azienda. Ma le talpe non ci sono solo in Apple. Anche Facebook e Google hanno visto negli anni la divulgazione di informazioni riservate. Il braccio destro di Mark Zuckerberg, Sheryl Sandberg, si è detta delusa per queste fughe di notizie. Mentre Google nel 2016 ha licenziato un dipendente dopo che aveva condiviso dei post interni in cui si criticava un dirigente.