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Arabia Saudita, pronta la confisca di 800 miliardi di dollari di beni agli arrestati

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Il principe dell’Arabia Saudita Mohamad bin Salman (foto Ansa)

RIYAD – Dopo la maxi operazione anti-corruzione dei giorni scorsi, l’Arabia Saudita potrebbe confiscare 800 miliardi di dollari di beni ai rappresentanti dell’élite del regno che sono stati arrestati. Finora a seguito del giro di vite del principe ereditario Mohammed bin Salman sono stati arrestati almeno 11 principi e 38 ex ministri, ma sulla lista erano presenti anche altri nomi.

A tutti è stato congelato il conto bancario e rischiano il sequestro dei beni e proprietà da parte del governo. Si parla di una somma che, secondo il Wall Street Journal, potrebbe ammontare a circa 800 miliardi di dollari.

Nell’operazione “mani pulite” araba si ritiene siano coinvolte persone che hanno più di 60 anni, ma il governo sta puntando a personaggi più importanti. Il miliardario principe saudita Al-Waleed bin Talal, uno degli uomini più ricchi del mondo, proprietario dell’hotel Savoy di Londra, è una delle persone arrestate. Possiede anche la Kingdom Tower di Riyad, un grattacielo di 99 piani che ospita un hotel Four Seasons, appartamenti di lusso e uno shopping mall.

Il ministro dell’Informazione saudita ha dichiarato che il governo avrebbe sequestrato qualsiasi bene o proprietà legata alla presunta corruzione, il che significa, scrive il Daily Mail, che l’hotel Savoy di Londra potrebbe diventare proprietà statale del regno.

Nel frattempo, con un’iniziativa sorprendente, ai principi dell’Arabia Saudita in fuga dall’epurazione è stato offerto asilo in Yemen dagli stessi ribelli sciiti Houthi che stanno bombardando.

Gli Houthi hanno offerto asilo politico ai principi e una fonte ha detto ad Al Jazeera che qualsiasi principe saudita o cittadino in cerca di rifugio sarà “accolto” dallo Yemen, come il “vicino fraterno”: “Siamo pronti a dare asilo a qualsiasi membro della famiglia Al Saud o qualsiasi cittadino saudita che voglia scappare dall’oppressione e dalla persecuzione”, ha detto la fonte.

I media locali hanno segnalato nuovi arresti di noti imprenditori tra cui Naser bin Aqeel al-Tayyar, fondatore di una delle maggiori compagnie di viaggio in Arabia Saudita. In una dichiarazione alla Borsa valori saudita, la società ha dichiarato di essere a conoscenza di report sull’arresto di Tayyar, aggiungendo che conferma la “continuazione dell’attività per servire gli interessi di azionisti e clienti”.

Con l’epurazione, che gli analisti descrivono come un gioco di potere coraggioso ma rischioso, il principe Mohammed bin Salman sembra avere un potere centralizzato senza precedenti nella recente storia saudita.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso sostegno alla repressione, dicendo che alcuni tra gli arrestati hanno “spremuto il loro Paese per anni”.

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