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L’arcivescovo spagnolo: “Omosessualità, malattia curabile come l’ipertensione”

L'arcivescovo spagnolo: "Omosessualità, malattia curabile come l'ipertensione"

Fernando Sebastian Aguilar (Foto Ansa)

MADRID – “L’omosessualità è una deficienza del corpo umano, come l’ipertensione, e può essere curata con uno specifico trattamento”. Con queste parole il teologo Fernando Sebastian Aguilar, 84 anni, arcivescovo emerito di Pamplona e Tuleda, da pochi giorni nominato cardinale da Papa Francesco, ha suscitato l’indignazione di associazioni per i diritti dei gay e forze politiche progressiste in Spagna. Non esattamente il migliore dei temi su cui scivolare a un mese dalla propria investitura che avverrà nel concistoro del 22 febbraio prossimo.

“L’omosessualità è un modo deficitario di esprimere la propria sessualità – ha detto in un’intervista al giornale andaluso Ser – Nel nostro corpo abbiamo molte lacune. Io, per esempio, ho l’ipertensione: mica mi arrabbio. Si tratta di una carenza che devo correggere con un’apposita terapia. Così è l’omosessualità, che in molti casi può essere curata con un trattamento adeguato”.

“Chi sono io per giudicare”, aveva detto Papa Francesco a luglio scorso, lasciando intravvedere una timidissima apertura. Ma quelle parole per Aguilar per il porporato spagnolo non sarebbero in contrasto con quanto da lui sostenuto: “Non c’è alcun conflitto tra quanto affermo e quanto detto dal Pontefice. Di una persona posso dire che ha un difetto, ma ciò non implica che io non la stimi più o non l’aiuti”.

Sui casi di pedofilia nella Chiesa, denunciati di recente anche dall’Onu, il neo cardinale ha sostenuto che “occorre educare bene nei seminari, discernere, selezionare i candidati al sacerdozio, tenendo conto che le persone possono sempre sbagliare”.

Infine, sull’aborto, al centro di grandi polemiche in Spagna dopo il progetto di legge approvato di recente dal Governo, che ne disciplina il ricorso e lo prevede come reato, tornando indietro di 30 anni: “Temo che la società spagnola abbia assimilato la normalità dell’aborto – ha affermato Sebastian – Chi è quella donna normale in grado di rivendicare il diritto di porre fine alla vita del bambino che porta dentro? Non ha senso, politicamente o antropologicamente, rendere l’aborto una bandiera della modernità”.

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