Argentina, “licenza di uccidere” per la polizia: può sparare anche a chi non si ferma all’alt

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2018 10:29 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2018 10:29
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Argentina, “licenza di uccidere” per la polizia: può sparare anche a chi non si ferma all’alt

BUENOS AIRES – La Polizia argentina potrà sparare anche senza un’aggressione diretta precedente e senza dover intimare ad alta voce di fermarsi a chi sta commettendo un delitto, se risultano inefficaci gli altri mezzi non violenti.

Lo prevede il nuovo regolamento generale per l’impiego delle armi da fuoco, pubblicato qualche giorno fa sulla Gazzetta ufficiale argentina.

Il testo entrato in vigore, oltre a prevedere l’uso di armi letali nel caso “di difesa propria o di altre persone, nel caso di pericolo imminente di morte o di lesioni gravi”, o “per impedire un delitto particolarmente grave”, estende questi principi anche a “quando si presume verosimilmente che il sospetto possa possedere un’arma letale”, o “quando fa dei movimenti che indicano l’uso imminente dell’arma”. E aggiunge che non è necessario intimare a voce alta di fermarsi, quando ciò possa risultare “evidentemente inadeguato o inutile in base alle circostanze del caso”.

Il governo legittima la cosiddetta “dottrina Chocobar”, associata ai fatti di Buenos Aires del dicembre 2017, quando l’agente Luis Chocobar ha sparato alle spalle di Pablo Kukoku, che insieme ad un complice ha aggredito e derubato un turista. Chocobar allora ricevette il sostegno del ministro della sicurezza Patricia Bullrich, e ha anche incontrato il presidente Mauricio Macri.

Il presidente dell’associazione Correpi, Maria del Carmen Verdú, ha dichiarato a Sputnik, che da quel momento in poi la legittimazione informale del principio del “grilletto facile” è diventata un punto di riferimento per la politica interna.

“Perché abbiamo bisogno della polizia? Perché la polizia porta una pistola? Per proteggere le persone”, ha detto in precedenza il ministro Bullrich. Secondo Maria del Carmen Verdú, tali affermazioni costituiscono sono “un ordine esplicito di portare la repressione all’estremo”.

“La militarizzazione (…) è la ragione della diffusione del principio del ‘grilletto facile’. Con l’aumentare della potenza di fuoco nelle strade, le morti aumenteranno, specialmente nelle stazioni di polizia “, ha detto la Verdù.

Secondo Correpi, negli ultimi due anni, la polizia ha ucciso 5.462 persone in tutto il paese. Soprattutto, secondo la Verdù, i membri del movimento operaio i giovani, i poveri, i dissidenti, le minoranze e i senzatetto.

La Verdù si è concentrata sul ruolo dei media riguardo l’applicazione del principio del “grilletto facile” e l’efficacia delle dichiarazioni dei servizi di pubblica sicurezza.

“Vorrei ricordare il caso di Facundo Ferreyra, un ragazzo ucciso a Tucuman pochi mesi fa. I media hanno titolato: ‘La polizia ha sparato a un dodicenne’. È molto diverso dal titolo: ‘La polizia ha neutralizzato un giovane delinquente’. Nel primo caso si avverte risentimento; nel secondo, sollievo”, ha osservato.